“Un Secondo Diluvio Universale”, applausi e sala gremita al Teatro Grandinetti

“Un Secondo Diluvio Universale”, applausi e sala gremita al Teatro Grandinetti
“Un Secondo Diluvio Universale”, applausi e sala gremita al Teatro Grandinetti

Al Teatro Grandinetti grande successo per “Un Secondo Diluvio Universale”, nuova produzione di Lamezia Muse in coproduzione con I Vacantusi, rilettura brillante e poetica di un classico intramontabile del teatro musicale italiano

Il Secondo Diluvio Universale ha travolto il Teatro Grandinetti con una serata di entusiasmo, applausi e sala gremita. La nuova produzione firmata Lamezia Muse, realizzata insieme all’associazione teatrale I Vacantusi, ha portato in scena uno spettacolo capace di unire tradizione, energia scenica e una sorprendente attualità emotiva, confermando la forza senza tempo del grande musical italiano.

Liberamente ispirato ad “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini, lo spettacolo dimostra come un classico possa rinnovarsi senza perdere la propria anima. La regia di Gianluca Vetromilo imprime ritmo e vitalità alla narrazione, accompagnando lo spettatore in un fluire continuo di scene che mantengono intatto il sapore originario della commedia, arricchendolo però di un linguaggio scenico elegante e contemporaneo.

Colpisce la scelta di una tecnologia teatrale essenziale, trasformata in poesia visiva: emblematica la Luna monumentale proiettata sul fondale grazie a una semplice lente alogena, un dettaglio che restituisce al palcoscenico il fascino dell’artigianato teatrale e della meraviglia costruita a mano. Allo stesso modo, i costumi sobri e le trovate sceniche ironiche – come il quadro di San Crispino con le sembianze del sindaco – hanno strappato sorrisi, creando un dialogo diretto e complice con la platea.

La storia ruota attorno alla celebre chiamata divina a Don Silvestro, incaricato di costruire un’arca per salvare il paese da un nuovo diluvio. Da qui prende forma un racconto corale, dove fede e scetticismo, paura e solidarietà si intrecciano in un vortice di situazioni comiche e riflessioni profonde sull’animo umano di fronte all’ignoto.

Tra dialoghi brillanti, numeri musicali coinvolgenti e coreografie dinamiche, curate da Ilaria Rametta, lo spettacolo trova i suoi momenti più intensi nelle pause di umanità autentica. Brani come “Adagio, adagio…” accompagnano una riflessione delicata sul pregiudizio, sull’accoglienza e sul valore dell’altro, ricordando che la vera fede si misura nella capacità di aprire la porta – e il cuore – a chi arriva inatteso.