8 marzo, Giusi Princi: “Occasione per rinnovare l’impegno per la piena parità di genere”

Giusi Princi
Giusi Princi

L’europarlamentare calabrese richiama l’attenzione sulle disuguaglianze ancora presenti in Europa tra lavoro, retribuzioni e rappresentanza nei ruoli decisionali, sottolineando la necessità di rafforzare politiche e cambiamenti culturali per garantire alle donne pari opportunità e piena partecipazione alla vita economica e sociale.

La Giornata Internazionale della Donna, celebrata l’8 marzo su iniziativa delle Nazioni Unite, rappresenta non soltanto una ricorrenza simbolica ma anche un momento di riflessione sul cammino ancora da compiere verso la piena parità di genere. A sottolinearlo è l’europarlamentare calabrese Giusi Princi, che richiama l’attenzione sulle disuguaglianze ancora presenti e sull’impegno dell’Unione europea nel contrastarle.

Secondo Princi, questa giornata costituisce “un monito a riflettere sul percorso ancora aperto verso la piena parità di genere e sulle disuguaglianze che restano da colmare”, tema che oggi rappresenta una priorità per le politiche europee.

L’eurodeputata ricorda inoltre un passaggio storico fondamentale per l’Italia: il voto delle donne al referendum del 2 giugno 1946, tappa decisiva nel riconoscimento della loro piena cittadinanza e nell’avvio di un percorso di progressivo consolidamento dei diritti nella vita civile, sociale ed economica. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, tuttavia, la strada verso l’uguaglianza è ancora lunga.

Le disuguaglianze economiche e professionali, infatti, restano significative. In Europa le donne percepiscono in media il 12% in meno all’ora rispetto agli uomini, mentre le pensioni femminili risultano circa il 24,5% inferiori, un divario che riflette spesso carriere lavorative più frammentate o interrotte a causa delle responsabilità legate alla cura familiare. A questo si aggiunge la sottorappresentazione nei ruoli decisionali e di leadership, con una presenza ancora limitata nei consigli di amministrazione e ai vertici delle grandi aziende.

Non meno rilevante è il peso degli stereotipi di genere, che influenzano le scelte formative di bambine e bambini e producono effetti lungo tutto l’arco della vita, incidendo anche sulle opportunità professionali future.

Proprio per affrontare queste criticità, Princi ricorda il lavoro svolto al Parlamento europeo su diversi dossier, tra cui il Rapporto Annuale 2025 sui Diritti Umani e la Democrazia nel Mondo e il Rapporto sul Divario Retributivo e Pensionistico di Genere nell’Unione europea. Strumenti che, spiega l’europarlamentare, rappresentano linee guida concrete per ridurre i divari salariali e pensionistici, sostenere l’imprenditoria femminile e rafforzare la presenza delle donne nei settori economici più innovativi.

Il tema dell’uguaglianza economica è inoltre centrale nella nuova Strategia europea per la Parità di Genere 2026–2030, recentemente presentata dalla Commissione europea. Tra gli obiettivi figurano misure per ridurre il gap retributivo e pensionistico, facilitare l’accesso ai finanziamenti per le donne imprenditrici e promuovere strumenti finanziari dedicati a start-up e PMI guidate da donne. È previsto anche un Piano d’azione per rafforzare la presenza femminile nella ricerca, nell’innovazione e nei settori tecnologici, riconoscendo il ruolo strategico della leadership femminile per la competitività europea.

Tuttavia, sottolinea Princi, la parità di genere non può essere costruita soltanto attraverso leggi e politiche pubbliche. È necessario anche un profondo cambiamento culturale. Fenomeni come la violenza di genere, le disparità di opportunità e la mancanza di rispetto affondano infatti le radici in stereotipi e modelli culturali ancora diffusi, che spesso continuano a sottovalutare il contributo delle donne nella società.

Per questo motivo, conclude l’europarlamentare, il cambiamento deve partire dalla scuola e dall’infanzia, formando cittadini consapevoli e rispettosi, capaci di costruire relazioni fondate sull’uguaglianza.

L’8 marzo, dunque, non è soltanto una celebrazione, ma un richiamo a rinnovare l’impegno verso una società in cui ogni donna possa viv