Celia: “Consiglio comunale anticipato è abuso”

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Fabio Celia, Consigliere Comunale dimissionario

“È pazzesco quanto sta accadendo a Catanzaro. È vergognoso quello che si sta materializzando nella città capoluogo di regione. La convocazione anticipata del Consiglio comunale è l’ultimo atto che consegna la certezza a tutti i catanzaresi di essere in una gabbia”. Sono le parole del consigliere comunale dimissionario di Catanzaro, Fabio Celia, a commento di una convocazione urgente ed anticipata dell’Assemblea, che arriva improvvisa, anche per evitare una manifestazione organizzata sui social per il 18 febbraio, giorno precedentemente scelto per convocare i consiglieri comunali.

“Non c’è più democrazia – prosegue Celia – si sentono onnipotenti. Ed i giovani, purtroppo, hanno imparato troppo in fretta ad essere come i vecchi, anzi, peggio. Anticipare il Consiglio comunale per evitare una
pubblica manifestazione di dissenso appare una modalità appartenente a vecchi e terribili regimi. I catanzaresi hanno perso la loro libertà e devono riprendersela. Il civile dissenso e la richiesta di democrazia non possono essere messi a tacere. Quanto sia regolare la procedura adottata per convocare il Consiglio con tale urgenza è da verificare, ma ciò che veramente conta, a questo punto, è appurare il livello del senso civico e la coerenza politica dell’opposizione”.

I consiglieri devono uscire dall’aula, chiedo al Pd – aggiunge Celia – di intervenire e pretendere di non essere parte attiva di un simile abuso morale perpetrato a danno dei cittadini. È ora di scegliere chi essere e cosa essere. Non si può diventare complici silenti di tutto questo. L’immagine svenduta della città e la dignità calpestata ai catanzaresi non sono bastati per sensibilizzare il senso del pudore di molti consiglieri comunali. Abbiamo assistito ad uno spettacolo osceno della politica, un siparietto messo in scena con l’unico fine di tutelare se stessi e i propri interessi a scapito del bene comune. È tempo di mostrarsi senza veli, perché i catanzaresi hanno occhi per vedere, orecchie per sentire e cervelli per ragionare”.

“Se protesta ci sarà, – conclude Celia – se dieci, cento, mille o diecimila
catanzaresi vorranno esprimere il proprio civico dissenso, niente e nessuno potrà fermarli. Neppure la furbizia e la scaltrezza vista in queste settimane”.