Regionali Calabria, il caso Di Cesare infiamma il dibattito politico

Donatella di Cesare
Donatella di Cesare

di Redazione Politica – 31 Agosto 2025

La campagna elettorale per le regionali calabresi del 5 e 6 ottobre entra nel vivo tra tensioni e polemiche. A catalizzare l’attenzione è la figura di Donatella Di Cesare, filosofa e docente dell’Università “La Sapienza” di Roma, che potrebbe guidare la lista a sostegno di Pasquale Tridico. La sua candidatura non è ancora stata ufficializzata, ma in Calabria ha già sollevato reazioni contrastanti.

A muovere le prime critiche è Fratelli d’Italia. Wanda Ferro, coordinatrice regionale del partito, ha definito “preoccupante” l’ipotesi di vedere la docente in campo, ricordando alcune sue dichiarazioni rese nel 2024 sulla morte della brigatista Barbara Balzerani. Secondo Ferro, quelle parole avrebbero mostrato “un atteggiamento indulgente verso una stagione di odio e violenza che ha segnato profondamente il Paese”.

Il messaggio politico è chiaro: per il centrodestra calabrese, il profilo della possibile candidata stride con il rispetto dovuto alle vittime del terrorismo e alle loro famiglie. Un’accusa che ha l’obiettivo di mettere in difficoltà l’area progressista e, al tempo stesso, consolidare il fronte interno della coalizione che sostiene la ricandidatura del centrodestra unito alla guida della Regione.

Di segno opposto la replica di Pasquale Tridico, eurodeputato calabrese e principale sponsor della professoressa: “È grave che un partito di governo scelga di colpire una cittadina, con una candidatura nemmeno ancora annunciata. Si tratta di un atto intimidatorio che mina la nostra democrazia”. Per Tridico, le polemiche sarebbero il frutto di una “strumentalizzazione politica” di un vecchio tweet, estrapolato dal contesto.

Dietro la contesa, si gioca molto più che la sorte di una candidatura. La Calabria, storicamente terreno di confronto serrato tra centrodestra e centrosinistra, si prepara a una sfida che vede emergere nuove alleanze e figure inedite. La presenza di una intellettuale come Di Cesare accanto a Tridico rappresenterebbe una novità per il panorama politico regionale, abituato a logiche di appartenenza e radicamento territoriale.

Se da un lato FdI punta a mobilitare l’elettorato su valori di memoria storica e rispetto istituzionale, dall’altro l’area progressista tenta di allargare il consenso con figure di rilievo nazionale capaci di dare respiro diverso alla proposta politica. Resta ora da capire se Di Cesare accetterà di scendere in campo e, soprattutto, quale sarà l’impatto di questa vicenda sugli equilibri locali in vista di un voto che si annuncia sempre più incandescente.