Bruxelles: Mimmo Lucano porta il “modello Riace” in Europa

Mimmo Lucano
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Storie di accoglienza in un’Europa impaurita: la ricetta “Modello Riace” di Mimmo Lucano trova nuovo spazio

Non più solo un modello di integrazione, ma una possibile strategia europea per contrastare lo spopolamento e ridare vitalità alle aree interne. È questa la chiave con cui Mimmo Lucano torna al centro della discussione pubblica, presentando a Bruxelles l’esperienza di Riace in un contesto che supera i confini nazionali.

Domani, l’ex sindaco calabrese parteciperà all’evento “Un’Europa accogliente contro la paura”, affiancato da Agazio Loiero, già presidente della Regione Calabria e figura di primo piano della politica meridionale. L’iniziativa non vuole semplicemente riproporre il racconto di Riace, ma inserirlo in una riflessione più ampia sulle trasformazioni demografiche che stanno travolgendo molte regioni europee: paesi svuotati, natalità in declino, comunità che rischiano di scomparire.

La linea del convegno parte da una contrapposizione ormai centrale nel dibattito europeo: da un lato le politiche improntate al contenimento dei flussi migratori e al rafforzamento dei confini esterni; dall’altro una visione che considera l’accoglienza come risorsa e non come minaccia. Non a caso, uno degli incontri si concentrerà sugli effetti del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, e sull’impatto delle misure di esternalizzazione delle frontiere, mentre un altro approfondirà il valore dell’inclusione come possibile leva di sviluppo economico e sociale.

Per Lucano, oggi eurodeputato con Avs nel gruppo The Left, Bruxelles diventa quindi il luogo in cui tentare un’operazione complessa: trasformare un progetto locale — fatto di case dismesse ristrutturate e affidate a famiglie migranti, botteghe artigiane riaperte, servizi comunitari condivisi — in una proposta politica più ampia, capace di parlare anche a comunità lontane dalla Calabria.

Resta da capire se l’Europa, tra tensioni interne e crisi geopolitiche, sia pronta a confrontarsi con questa idea di “accoglienza come investimento”. Ma il dibattito si riapre, e Riace — nel bene e nel male — torna a essere laboratorio e simbolo di una sfida che riguarda ormai l’intero continente.

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