Bufera politica in Calabria: il Movimento 5 Stelle e la Commissione Antimafia chiedono le dimissioni immediate di Oliverio
Catanzaro, 17 dicembre – Le dimissioni “in tempi rapidi” del governatore della Calabria Mario Oliverio, sono state chieste da Nicola Morra. “Non possiamo permetterci che la classe politica calabrese sia al centro di ipotesi accusatorie così gravi”, ha postato il presidente della commissione antimafia su Facebook. Ha proseguito dicendo: “Il presidente della Calabria dimostri senso dello Stato”
È scontro aperto sulla guida della Regione Calabria. Dopo le ultime rivelazioni giudiziarie, il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, ha chiesto “in tempi celeri” le dimissioni del governatore Mario Oliverio, invitandolo a “dimostrare senso dello Stato”.
La richiesta di Morra, diffusa attraverso un post su Facebook, arriva in un momento di forte tensione politica e giudiziaria: il nome di Oliverio compare infatti in un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha portato all’adozione per il governatore della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel suo comune di residenza, San Giovanni in Fiore.
A rincarare la dose sono stati anche i parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle – Giuseppe d’Ippolito, Francesco Sapia, Paolo Parentela, Bianca Laura Granato e Dalila Nesci – che in una nota congiunta hanno definito il governatore “politicamente ingiustificabile” e hanno sollecitato le sue dimissioni immediate, “a prescindere dagli sviluppi giudiziari dell’inchiesta”.
Secondo gli esponenti pentastellati, l’indagine coordinata dalla Dda avrebbe messo in luce un sistema di collusioni tra politica, burocrazia e imprenditoria, nel quale Oliverio avrebbe agevolato l’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri – ritenuto vicino alla cosca Muto – con un finanziamento integrativo di 4,2 milioni di euro per la realizzazione degli impianti di risalita di Lorica, nel cuore della Sila. Un’operazione che, secondo l’accusa, avrebbe avuto anche uno “squallido tornaconto politico”.
Il Movimento 5 Stelle attacca duramente anche il Consiglio regionale, accusato di mantenere “un silenzio assordante” di fronte alle gravi accuse. “Sappiamo già che i consiglieri si tireranno indietro – scrivono – come pure quei predicatori in cerca d’autore della Cittadella. L’inchiesta fotografa un sistema corrotto, in cui funzionari e dirigenti restano legati ai vertici per mantenere incarichi e privilegi, in complicità con un’imprenditoria spregiudicata”.
Il messaggio politico è netto: per i parlamentari grillini è necessario “tornare al più presto alle urne” per “fare piazza pulita dei vecchi potentati e della burocrazia predatoria” che, a loro dire, hanno contribuito al “sottosviluppo e all’emigrazione dei calabresi”.
In attesa degli sviluppi giudiziari, la posizione del governatore Oliverio si fa dunque sempre più difficile. Le pressioni politiche per le sue dimissioni crescono di ora in ora, mentre sullo sfondo si apre l’ennesimo capitolo di una lunga crisi di fiducia tra cittadini e istituzioni in una regione già duramente provata da anni di inchieste e scandali.
Inchiesta Oliverio, il ministro delle Infrastrutture, Toninelli: “Preoccupato, la Calabria ha bisogno di una ventata di legalità”
La bufera giudiziaria che coinvolge il governatore della Calabria, Mario Oliverio, scuote anche il governo. In visita a Catanzaro, prima tappa del suo tour calabrese, il ministro delle Infrastrutture Toninelli ha espresso forte preoccupazione per le notizie giunte sul caso, sottolineando la necessità di “una grande ventata di legalità” per rilanciare la regione.
“L’ho saputo appena arrivato in aeroporto – ha dichiarato ai giornalisti – e ovviamente sono molto preoccupato. Spero che il presidente Oliverio possa chiarire al più presto la sua posizione”.
Il ministro ha poi allargato il discorso alla condizione della Calabria, rimarcando come la legalità rappresenti una leva economica fondamentale per lo sviluppo del territorio:
“La Calabria è una terra importante, ma una delle manovre economiche più decisive è proprio quella della legalità. Utilizzare male, illegittimamente o illecitamente i soldi pubblici significa privare i cittadini di servizi efficienti. Garantire la legalità, invece, vuol dire assicurare infrastrutture, lavoro e futuro”.
Un messaggio chiaro, quello del ministro, che ha voluto ribadire l’impegno del governo per un utilizzo trasparente e corretto delle risorse pubbliche:
“Questo esecutivo – ha concluso – porterà anche una grande ventata di legalità, perché solo così si può costruire una Calabria diversa, libera dalle ombre e capace di offrire ai suoi cittadini ciò che meritano”.
Le parole del ministro si inseriscono in un clima politico già teso, dopo le richieste di dimissioni rivolte a Oliverio dal presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra e dai parlamentari del Movimento 5 Stelle. Sullo sfondo, l’inchiesta della Dda di Catanzaro che ipotizza un sistema di favori e connivenze nella gestione di fondi pubblici destinati agli impianti di risalita di Lorica.
Mentre la magistratura prosegue il suo lavoro, dal mondo politico arriva dunque un messaggio univoco: la legalità come prerequisito per lo sviluppo e la rinascita della Calabria.


















