Parla il direttore: “La mia verità su video di Riace del 2016 diventato virale”

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Calabria Magnifica video Riace
Calabria Magnifica video Riace-min

Nell’aprile del 2016, il giornale Fortune inseriva Mimmo Lucano, sindaco di Riace nella classifica dei 50 leader più influenti al mondo, in 40esima posizione.

Felice del fatto che un calabrese fosse stato inserito in una delle classifiche più celebri ed importanti al mondo, mi sono recato sul posto a registrare le reazioni dei cittadini di Riace di fronte questo grande riconoscimento del loro sindaco.

Partito per la volta di Riace, il mio intento da calabrese amante della mia terra, era ovviamente di magnificare il sindaco di Riace e raccogliere commenti positivi a riguardo.

Purtroppo, non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte ad uno scenario completamente diverso. Arrivato nel paese, le persone sfuggivano alla mia intervista, sembravano infastidite e si rifiutavano di commentare questa notizia positiva davanti alle telecamere. Questo mi ha lasciato abbastanza basito. Ho cercato di raccogliere più testimonianze che potessi, dando spazio a detrattori e sostenitori di quello che è stato definito come il “modello Riace”.

Personalmente, non avevo preso in considerazione che in ogni comunità – uso le parole del sito iacchitè.compiccola o grande che sia, esistono gelosie, invidia, astio e rancore.

Tuttavia, da giornalista che documenta quello che vede, ho cercato di manipolare il meno possibile la mia intervista, anche se, viste alcune testimonianze abbastanza accese, avevo deciso di chiudere con una testimonianza di un ragazzo, immigrato a Riace da qualche anno, il quale esprimeva la sua gratitudine verso il paese che lo aveva ospitato e che si era preso cura di lui, integrandolo positivamente nel contesto di Riace.

Mi sembrava il lieto fine di un’intervista che ovviamente non mancava di includere entrambe le reazioni positive e negative.

Quando condivisi questo video, girato nell’aprile del 2016 e non recentemente come qualcuno ha perfino insinuato nonostante la data dell’articolo e del video fossero ben visibili, ebbe un tiepido riscontro e il video rimase in archivio tra i video sul canale Youtube di Calabriamagnifica.it.

Personalmente non mi sarei mai aspettato che, in seguito alla notizia dell’arresto di Mimmo Lucano, in poche ore il mio video potesse diventare virale.

In men che non si dica, alcuni esponenti della destra italiana tra cui Alemanno e la Meloni, nonché il massimo esponente della Lega, Matteo Salvini hanno personalmente condiviso sui loro profili social la mia intervista strumentalizzandola ed aggiungendo un loro personale commento. In meno di 36 ore, lo scatto dell’intervista condivisa da Salvini che riporto qui sotto, ha totalizzato oltre 500.000 visualizzazioni.

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Il video di CalabriaMagnifica.it condiviso da Salvini sul suo profilo Facebook

Ma loro non sono stati gli unici: molte testate hanno continuato a far girare l’intervista, peraltro non citando la fonte e in alcuni casi, dando delle loro versione dei fatti che, ovviamente, non rappresentavano ciò che era stato documentato nel video, ma bensí opinioni personali per creare coinvolgimento sui loro siti/canali social.

Qualche testata, come dicevo, ha persino riportato che il video è stato girato all’indomani delle prime polemiche a seguito dell’invio degli ispettori dello Sprar al “modello Riace”.

Colgo l’occasione per evidenziare che non ero andato alla ricerca di persone appartenenti alla ‘ndrangheta (o presunti tali), il cui unico scopo era quello di “sputtanare l’avversario anche con la menzogna, se serve”, come qualcuno ha commentato.

Nel video il signor Pietro Zucco parla di Lucano dicendo che sfrutta gli immigrati facendoli lavorare per pochi soldi ed in nero. Racconta di aver lavorato in uno dei tanti progetti di accoglienza e di non aver ricevuto la paga, e quando si è lamentato è stato cacciato via in malo modo.

Zucco, afferma che l’amministrazione comunale pensa solo agli immigrati, mentre per le famiglie in difficoltà non ci sono soldi a disposizione.  Conclude dicendo che Riace non è l’Eldorado che Lucano vuol far credere, e questo perché la stampa ascolta e pubblica solo le sue parole.

Ahimè capisco sia facile ragionare col senno di poi. Dopo la mia intervista, tutti sanno chi è Pietro Zucco, l’uomo che nella video si sfoga contro Mimmo Lucano, sindaco di Riace, accusandolo di essere un “padre padrone”, ai cui piedi tutti si devono prostrare, specie chi è in cerca di un lavoro. Ma per chi non lo sapesse, vi racconto un pochino chi è Pietro Zucco, perché mi sembra giusto darvi un contesto dopo aver fatto qualche ricerca su questo signore che al tempo non avevo minimamente l’idea di chi fosse.

Pietro Zucco è personaggio molto conosciuto dai Riacesi e dalle forze dell’ordine. È stato vicesindaco di Riace, ha gestito il ristorante la Scogliera, di proprietà di Cosimo Leuzzi, boss del posto, oggi al 41 bis. Ristorante che in seguito, verrà confiscato dalla Dda e affidato al Comune di Riace. Pietro Zucco è stato il gestore della “Cava di Stilo” che la Dda ritiene riconducibile a Vincenzo Simonetti, soggetto affiliato alla cosca RUGA-METASTASIO. Per completezza e correttezza d’informazione mi corre l’obbligo evedenziare che ho appreso chi fosse Zucco da Iacchitè.com e CorrieredellaCalabria.it

Ma la particolarità principale del signor Zucco, come riferisce la DDA di Reggio Calabria,  è quella di essere un prestanome della ‘ndrangheta.

Purtroppo quando ho realizzato il servizio non ho riconosciuto il soggetto e non avrei mai potuto immaginare che esistesse dell’astio tra lui e il sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Non avrei mai immaginato che il video venisse strumentalizzato a fini politici. Non avrei immaginato che qualcuno accostasse la mia persona a qualche scheramento politico, nonostante chi mi conosce sa che non mi sono mai dichiarato pubblicamente e che ho sempre cercato di riportare le notizie senza cercare di inserire nessun pregiudizio o parere politico nei miei articoli o quelli della mia piccola redazione.

Ma va bene così, accetto tutte le critiche ricevute e spero che chiunque legga questo articolo possa cogliere la mia buona fede e possa rispettare la professionalità di chi tutti i giorni cerca di riportare le notizie in un contesto difficile come la Calabria, facilmente strumentalizzabile date le sue difficoltà sociali, economiche e politiche di cui soffre questa terra che continuo ad amare con tutto me stesso.

Luigi Mussari

Testate che hanno riportato la notizia con imparzialità, ma soprattutto citando la fonte della notizia: 

STAMPA LOCALE:

AGGIORNAMENTO DEL 10.10.2018:

Pubblichiamo nota che il legale di Pietro Zucco, l’avvocato Francesco De Agostino, ha inviato ai giornali riguardo il suo assistito Pietro Zucco recentemente al centro dell’attenzione nazionale per un’intervista che ha rilasciato alla nostra testata:

“Zucco non è stato vicesindaco di Riace prima che diventasse sindaco Lucano. È stato amministratore dal 1980 al 1990 mentre Lucano è diventato sindaco nel 2004 quando ormai Zucco non faceva parte del consiglio comunale da 14 anni. Quando gestiva il ristorante la ‘Scogliera‘ la proprietà dell’immobile non apparteneva a Cosimo Leuzzi. Il ristorante non è stato mai confiscato al contrario è stato chiuso da Zucco per chiusura attività. Ha gestito la cava di Stilo perché concessa dal Tribunale Misure di Prevenzione alla società cooperativa Euroservizi Ma.gi.ca., costituita tutta da lavoratori disoccupati, di cui era il presidente. Zucco non è stato mai condannato per reati di ‘ndrangheta o associazione mafiosa. Il Tribunale di Locri con sentenza 207/2013 lo ha assolto dall’aggravante mafiosa per avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta Ruga-Metastasio avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis. La sentenza è stata sul punto confermata dalla Corte di appello di Reggio Calabria e dalla Suprema Corte di Cassazione. Vincenzo Simonetti non fa parte di alcuna cosca Ruga-Metastasio ed è stato con la suddetta sentenza assolto dalla contestazione di cui all’art. 7 per avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta. Zucco ha lavorato nei progetti per l’accoglienza come insegnante e, per ricevere il dovuto, è stato costretto ad intentare una causa civile che ha vinto con condanna della associazione che non lo voleva pagare. Zucco non è stato mai il prestanome della ‘ndrangheta e la foto di giornale pubblicata (su alcuni siti, ndr) con Vincenzo Simonetti si riferisce ad una notizia per la quale è stata pronunciata sentenza di assoluzione per l’aggravante mafiosa”.