Riccio: “Un forum per la valorizzazione del territorio”

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Eugenio Riccio

Pubbichiamo nota stampa relativa al redigente PIANO STRUTTURALE COMUNALE di Catanzaro a firma del consigliere comunale di Catanzaro Eugenio Riccio

Questa Amministrazione, soprattutto in materia urbanistica e di assetto del territorio, ha un passato da fuggire e nello stesso tempo un passato da recuperare. Un compito sicuramente difficile. Oltre alle azioni deve saper dettare anche i tempi dell’agire avendo la possibilità di utilizzare, nella sua ampia articolazione, una valida legge urbanistica regionale che consente il ricorso ad azioni e misure capaci di attivare strumenti operativi di programmazione economica e territoriale mediante progetti unitari di interesse pubblico di dimensioni e consistenza tali da incidere sulla riorganizzazione di intere parti di città come nel caso del comprensorio di Giovino/Alli.

La motivazione portante per la valorizzazione del nostro territorio deve necessariamente rifarsi a concetti, sempre meno astratti, inerenti al recupero ed alla riqualificazione, attraverso il metodo della partecipazione e della condivisione. Metodo opportuno per raggiungere obbiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso le fasi proprie della concertazione, sussidiarietà e delle pari opportunità che rappresentano i cardini su cui si fonda la Legge Urbanistica Regionale. Una legge che se ben attuata può contribuire, non poco, al superamento della crisi congiunturale in atto.

Occorre innanzitutto premettere che l’attuale crisi è il risultato del processo di deregulation della finanza e dei suoi riflessi sulle costruzioni.

Invenduto e contrazione delle nuove costruzioni si spiegano con il fatto che si è costruito più di quanto i mercati non fossero in grado di assorbire. Nella nostra realtà Catanzarese, si può affermare che si è costruito male, senza obbiettivi condivisi e senza nessuna concertazione di base tra pubblico e privato. In questo modo il territorio è completamente sfuggito al controllo degli organismi preposti venendo così depauperato delle sue qualità storiche, ambientali e architettoniche. Per invertire questa pericolosa tendenza occorre promuovere e comunicare il valore dell’architettura come valore pubblico, sociale. Occorre prestare attenzione alle prospettive di un cambiamento che tra alcuni anni potrà apparire come una vera e propria rivoluzione , segnata dalla sostenibilità considerata non solo nella sua componente energetica o tecnologica, ma anche sociale, economica, territoriale. Si tratta di un occasione di sviluppo cui tutti devono partecipare ed impegnarsi.

Il settore edilizio nelle sue varie dimensioni ed articolazioni, architettura ed urbanistica, pubblico e privato, produzione, progettazione e realizzazione, è sempre stato storicamente, almeno negli ultimi due secoli, un modello di aggressione delle crisi economiche e di ripresa generale dell’economia. Ed è su questi presupposti che grava la capacità delle istituzioni politiche ed economiche di accordarsi al fine di raggiungere un obbiettivo comune, al di là di quella crisi che oltre di tipo economico si appalesa come crisi culturale e civile.

Questa analisi non vuole essere aprioristicamente pessimista, ma assume linfa da una lettura realistica di uno scenario politico,quello catanzarese,  del tutto aggrovigliato su esclusive problematiche interne, spesso dettate da un palese disinteresse nei confronti dei problemi dei cittadini, mentre il mondo imprenditoriale appare  troppo spesso altrettanto occupato a difendere rendite di posizione parassitarie ed improduttive.

Vanno trovate quindi, risposte positive a due questioni prioritarie nella nostra realtà cittadina: ritrovare la strada di un alto senso etico delle istituzioni e dell’interesse comune e contrastare, tramite mirate politiche occupazionali,la perdita di dignità di ampie sacche dell’economia del nostro territorio. Etica e lavoro, guarda caso, sono i principi ispiratori della nostra Costituzione. Ritrovare la strada di un alto senso etico delle istituzioni e dell’interesse comune significa nella lettura costituzionale assumere strade già tracciate da quel testo: la tutela della cultura, della ricerca e del paesaggio, lo sviluppo di un mercato rispettoso di regole prioritarie di tipo sociale, la sicurezza (anche nell’abitare) dei cittadini ed altro ancora. E’ opportuno leggere le ultime tragedie legate alla precarietà del nostro territorio, osservare la nostra geografia ed il nostro paesaggio come un monito da cui discende l’ineludibile necessità di interrompere fenomeni di abusivismo e di speculazione per porre in essere un piano di tutela e consolidamento dei nostri centri antichi e, soprattutto, di ricostruzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente che oggi, in molte occasioni, dimostra tutta la sua inadeguatezza architettonica, urbanistica e strutturale.

E’ senza dubbio da apprezzare l’interessamento da parte dell’opinione pubblica e della politica verso la “gestione del territorio”, uno dei problemi che riguardano più da vicino l’attuale amministrazione del Comune di Catanzaro. Aldilà dei contenuti, l’interessamento manifestato dal Sindaco Abramo nell’accettare la nostra proposta di aprire una discussione dal basso e con la partecipazione dei cittadini  sull’area di Giovino , mette in risalto la necessità di aprire un vero e proprio FORUM su quelli che sono gli aspetti da valutare e approfondire sia per la gestione attuale del territorio e quindi in vigenza degli attuali strumenti normativi e urbanistici, sia per una mirata programmazione pianificatoria che tenga conto delle strategie di sviluppo futuro.

Un FORUM appositamente costituito, consentirebbe una preliminare discussione e quindi una condivisione dei temi proposti senza incorrere in pericolose fughe in avanti con proposte inaccettabili e illegali quali la famigerata tripartizione del comparto turistico Giovino / Alli.

La trasformazione dell’attuale Piano Regolatore Generale non è cosa facile in quanto ogni modifica del regime giuridico dei suoli comporta rischi soprattutto sotto il profilo dell’eventuale azione risarcitoria qualora l’esercizio della potestà urbanistica venisse riconosciuto arbitrario in sede di giudizio di legittimità. Occorre pertanto, per gestire l’attualità dei processi urbanistici ed edilizi, coniugare le esigenze di politica programmatoria dell’amministrazione con l’esistenza giuridica del PRG vigente che ha già determinato il regime d’uso dei suoli. Nel caso del Piano Particolareggiato redatto per l’intero ambito di Giovino, addirittura, secondo l’art. 12 lettera a del T.U. 327/2001, la sua approvazione equivale a dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste. In sostanza, a mio avviso, prima di intraprendere azioni estreme occorrerà sapientemente filtrare il PRG vigente attraverso i contenuti prescrittivi delle Linee Guida. Oggi più che mai, con la  redazione del nuovo Piano Strutturale Comunale, è necessario scrivere le regole che consentano di gestire l’attualità facendo si che tutto possa essere funzionale ed in rete con il progetto di sviluppo futuro nella consapevolezza del disordine urbano che ha segnato lo sviluppo della nostra città. Disordine generato soprattutto da un uso improprio del territorio e drogato dalle spinte interessate del mercato immobiliare. D’altra parte, come chiarisce bene Francesco Del Co, storico dell’architettura e direttore della rivista Casabella, la città, da quando esiste, in termini moderni, è frutto delle dinamiche del mercato. Sono i passaggi delle proprietà nobiliari, dei palazzi, delle vigne, quindi il mercato, che produce le trasformazioni delle città. Vi sono pertanto due opzioni: una è quella di abolirlo il mercato, ma poiché la storia ha dimostrato che forse è meglio affidarsi al mercato, bisogna, rispetto a questo, assumere degli atteggiamenti conseguenti. Uno di essi è che il mercato va controllato ma non limitato. Nella città futura dove pubblico e privato devono fondersi e integrarsi, quest’ultima enunciazione, se equilibrata e condivisa, può rappresentare uno dei fattori critici di successo.