Sanità in Calabria: CGIL lancia l’allarme, “Serve un fronte comune per cambiare rotta”
COSENZA, 4 GEN 2026 – Le proteste dei cittadini calabresi contro le carenze del sistema sanitario si moltiplicano e si estendono da Castrovillari a Cariati, passando per San Giovanni in Fiore, Longobucco, Polistena e Vibo Valentia. Non si tratta di episodi isolati, ma di un vero e proprio grido d’allarme che attraversa l’intera Regione, segnando la drammatica situazione in cui i calabresi sono costretti a vivere da anni.
Secondo CGIL Cosenza, le comunità locali sono ormai esauste: la preoccupazione diffusa tra i territori è il sintomo evidente del fallimento di decenni di politiche sanitarie che hanno sistematicamente smantellato il diritto alla salute. La sanità pubblica in Calabria, negli ultimi lustri, è stata ridotta a un cumulo di macerie: le scelte dei governi regionali e nazionali hanno colpito soprattutto i più fragili, spingendo molti cittadini a rinunciare alle cure o a intraprendere i cosiddetti “viaggi della speranza” verso il Nord.
Oggi la situazione appare sotto gli occhi di tutti: i Pronti Soccorso sono al collasso, trasformati in trincee dove il personale è ridotto all’osso; la Medicina territoriale è praticamente inesistente, con una grave carenza di medici e infermieri; le Case della Salute rimangono spesso solo sulla carta, vuote o inadeguate rispetto ai bisogni della popolazione.
La CGIL Cosenza sottolinea che la frammentazione delle proteste rischia di avvantaggiare chi governa, rendendo fondamentale unificare le lotte. È necessario superare il localismo e fare tesoro delle esperienze passate, come la mobilitazione di “Calabria alza la testa”, promossa da “Il Quotidiano della Calabria”, che vide cittadini, sindacati e associazioni marciare uniti per la salute pubblica.
“La questione sanitaria ha ormai superato, per drammaticità, persino il tema del lavoro – afferma Massimiliano Ianni, Segretario Generale CGIL Cosenza – Senza salute non c’è dignità, non c’è sviluppo, non c’è futuro. È un tema che riguarda tutti: uomini e donne, bambini e anziani, ricchi e poveri. Non è più il tempo del protagonismo individuale o degli interessi di parte, ma della ragione e della forza popolare”.
CGIL Cosenza invita tutti i comitati territoriali, le forze sociali e i cittadini a coordinarsi in un unico grande movimento, nella speranza di ottenere finalmente un cambio radicale nella politica sanitaria regionale. “Ci siamo stati, ci siamo e continueremo a esserci al fianco dei cittadini per una sanità pubblica ed efficiente”, conclude Ianni.


















