Olio italiano diviso in due: al sud cresce, al centro‑nord cala

olio, frantoio, olivicultura
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Al centro‑nord giacenze di olio extravergine ai minimi storici a causa della raccolta rallentata e della mosca dell’olivo, mentre al sud Puglia, Sicilia e Calabria registrano un boom di scorte

La campagna olearia 2025 conferma un quadro a due velocità per l’olio extravergine di oliva italiano. Al Centro-Nord, nonostante la raccolta sia già ampiamente avviata, le giacenze restano ai minimi storici, mentre al Sud si registra un deciso incremento.

Secondo i dati del report Frantoio Italia dell’ICQRF al 31 ottobre, rispetto all’anno di scarica 2024, le giacenze italiane di olio sono salite solo dell’8,7%. A settembre e ottobre, in regioni come Umbria, Marche, Lazio e Liguria, l’incremento si limita a qualche centinaio di tonnellate: le Marche passano da 299 a 565 tonnellate, l’Umbria da 1.896 a 2.086 tonnellate, mentre in Toscana gli imbottigliatori hanno quasi azzerato gli acquisti, portando le scorte a 5.746 tonnellate, un aumento contenuto rispetto alle 3.753 di un mese prima. Anche Lazio e Abruzzo registrano incrementi limitati, intorno alle 1.000 tonnellate ciascuna.

Gli esperti attribuiscono questa situazione a una raccolta più lenta del previsto, in parte a causa della mosca dell’olivo, e a una produzione complessivamente più magra rispetto alle stime iniziali.

Al Sud, invece, la campagna olearia appare più promettente. La Puglia passa da 7.000 a 12.000 tonnellate di giacenze, la Sicilia registra 7.000 tonnellate e la Calabria un incremento di quasi 3.000 tonnellate, arrivando a 5.800 tonnellate totali. Complessivamente, l’incremento nazionale rispetto a ottobre 2024 è di circa 20.000 tonnellate, di cui 13.000 solo nel Sud Italia.

Oggi il 46,8% delle scorte nazionali è concentrato nelle regioni meridionali, con Puglia e Calabria che da sole rappresentano rispettivamente il 22,9% e il 13,7%. A livello provinciale, spiccano Bari con il 10% delle giacenze e Perugia con l’8,5%, dove operano i tre principali marchi italiani.

Sul fronte delle Indicazioni Geografiche, le giacenze sono pari a 10,6 milioni di litri (+20,4% rispetto al 2024), con le prime tre IG che rappresentano il 59,9% del totale e le prime 20 il 95,1%. In generale, l’olio DOP/IGP costituisce il 7% delle scorte complessive e il 10,1% dell’extravergine stoccato.

Infine, l’olio biologico continua a crescere: le giacenze di extravergine e vergine bio ammontano a 18.872 tonnellate (+45,7% rispetto al 2024), pari al 19,4% dell’extravergine complessivo, con concentrazione principalmente in Puglia, Toscana, Sicilia e Calabria.