Botulino e gestione delle emergenze sanitarie: l’ospedale dell’Annunziata sarà il punto di riferimento per la custodia del siero antibotulinico in tutta la Calabria e nel Mezzogiorno, dopo la risposta impeccabile all’intossicazione collettiva di Diamante
La Calabria compie un passo decisivo nella gestione del botulino: il presidio ospedaliero dell’Annunziata di Cosenza diventa ufficialmente il nuovo deposito della tossina antibotulinica per l’intero Sud Italia. La decisione, maturata dopo la complessa emergenza di Diamante, garantisce una disponibilità immediata del siero in caso di intossicazioni, riducendo drasticamente i tempi d’intervento e rafforzando la sicurezza sanitaria regionale.
Il governatore Roberto Occhiuto ha annunciato il provvedimento intervenendo al congresso nazionale “Botulino: il veleno che ferma il respiro”, organizzato nell’ospedale cosentino e diretto dal professor Andrea Bruni, responsabile del Dipartimento Emergenza-Urgenza. L’efficacia mostrata dai sanitari la scorsa estate — diagnosi rapide, attivazione immediata della catena di distribuzione, interventi mirati su circa 30 pazienti — è stata determinante nel ridefinire i criteri nazionali per la collocazione dei depositi.
Il nuovo assetto riconosce al nosocomio bruzio un ruolo strategico nel sistema di prevenzione e trattamento del botulismo, affiancandolo ai poli di Roma e Pavia, finora unici centri autorizzati alla custodia del siero. Una scelta che nasce dall’esigenza di avvicinare il farmaco alle aree più lontane dal Nord, migliorando la capacità di risposta in situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
Ad aprire il simposio, la lectio magistralis del professor Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni di Pavia, storico punto di riferimento nella gestione dell’antidoto. Nel programma anche la testimonianza di Gaia Vitiello, sopravvissuta all’intossicazione e nominata ambasciatrice dei valori dell’azienda ospedaliera: la giovane ha partecipato con un collegamento dalla Tailandia.
Occhiuto ha voluto chiarire le ragioni di questa scelta: “In Italia solo rari depositi statali custodiscono l’antidoto contro il botulino, un farmaco altamente specializzato, raro e soggetto a protocolli rigidissimi. Nessun ospedale può detenerlo in autonomia. L’Annunziata sarà il primo nel Mezzogiorno a diventare microdeposito autorizzato, un risultato frutto della collaborazione con il Ministero della Salute”.
Il governatore ha sottolineato l’impatto immediato del nuovo assetto: maggiore autonomia operativa, risposte più rapide nelle emergenze e un ruolo di riferimento che supera i confini della Calabria, estendendosi a tutto il Mezzogiorno.


















