Calabria, riforma della sanità: cambia il modello delle Asp

Sanità, ospedali, Calabria
Sanità, ospedali, Calabria

Riforma strutturale della governance sanitaria: nuove Aziende ospedaliere provinciali e separazione tra ospedale e territorio.

La Calabria avvia una riforma strutturale del proprio sistema sanitario con l’obiettivo dichiarato di superare il tradizionale assetto fondato sulle Asp. La Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto ha avviato un processo di riorganizzazione della sanità in Calabria che combina il rinnovamento dei vertici manageriali con una revisione della distribuzione delle competenze tra ospedale e territorio.

Il progetto prevede la nascita di Aziende ospedaliere provinciali, incaricate di coordinare i presidi ospedalieri presenti nello stesso territorio, mentre alle Aziende sanitarie provinciali rimarrebbe la gestione esclusiva della sanità territoriale, comprensiva di Case di comunità, Ospedali di comunità, medicina generale e specialistica ambulatoriale. La riforma mira a razionalizzare l’offerta sanitaria e migliorare l’integrazione tra i livelli di assistenza.

Due funzioni differenti sulla sanità in Calabria

L’impianto della riforma si basa su una distinzione ormai consolidata nei sistemi sanitari europei. L’ospedale rappresenta il luogo deputato alla gestione dell’acuzie e delle patologie ad alta complessità, dove l’intervento rapido e le tecnologie avanzate risultano determinanti. La sanità territoriale, invece, è orientata alla cronicità e alla prevenzione, con un’offerta che richiede continuità e prossimità al paziente.

Un territorio efficiente riduce gli accessi impropri negli ospedali e consente di riservare risorse e posti letto ai casi realmente complessi. Questo modello punta anche a limitare il ricorso alle cure fuori regione, fenomeno che in Calabria ha storicamente inciso in modo significativo sulla cosiddetta mobilità passiva.

Non mancano le criticità. Una separazione troppo rigida tra ospedale e territorio può generare rischi comunicativi e compromettere la continuità delle cure. Per questo sarà necessario investire in sistemi informativi interoperabili e in percorsi condivisi tra professionisti. L’obiettivo finale dichiarato dalla Regione è ottenere un sistema più moderno, omogeneo e vicino ai bisogni dei cittadini.