Catanzaro affronta il rischio Chikungunya: convegno sull’epidemia e sulle strategie di prevenzione
Si è svolto oggi nella sala conferenze dell’Hotel “Perla del Porto” di Catanzaro il convegno dal titolo “Il Focolaio di Chikungunya in Calabria: criticità e prospettive”, organizzato dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Catanzaro, diretto dal dott. Giuseppe De Vito, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. L’incontro ha rappresentato un momento fondamentale di aggiornamento e confronto sui recenti focolai di chikungunya in Italia, con particolare attenzione a quello registrato a Guardavalle Marina alla fine dello scorso agosto.
Il convegno ha affrontato il tema del crescente rischio legato alle malattie di importazione, tra cui chikungunya, dengue e zika. Queste patologie, trasmesse da zanzare infette, rappresentano una minaccia emergente anche per i paesi non endemici, soprattutto a causa dell’aumento dei viaggi internazionali provenienti da aree dove tali virus sono endemici. La chikungunya, in particolare, è una malattia virale caratterizzata da febbre e forti dolori articolari, trasmessa principalmente dalle zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus, attive durante il giorno e vettori anche di altre arbovirosi come dengue, febbre gialla e zika.
L’evento, fortemente voluto dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Direttore del Dipartimento delle Malattie Infettive, dr. Gianni Rezza, ha previsto relazioni frontali, tavola rotonda e sessioni di dibattito tra relatori e partecipanti, favorendo un approfondimento multidisciplinare delle criticità e delle strategie di prevenzione.
In Italia, la prima epidemia di chikungunya si è verificata nel 2007, e successivamente altri focolai sono stati segnalati in Francia nel 2010, 2014 e 2017. Lo scorso anno il virus ha colpito Lazio e Calabria, con 270 casi confermati. La prevenzione si basa principalmente sulla sorveglianza dei casi umani e sul controllo dei vettori, mentre l’informazione alla popolazione sulle corrette norme comportamentali rimane uno strumento essenziale per ridurre il rischio di trasmissione.
Dal 2010 è attivo in Italia il Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare Aedes, che prevede monitoraggio costante dei casi importati e potenziamento delle misure di sorveglianza durante il periodo di maggiore attività dei vettori (giugno-ottobre), per garantire interventi tempestivi e mirati sul territorio nazionale.
















