Fragilità al centro del Joint Meeting 2025

Fragilità al centro del Joint Meeting 2025
Fragilità al centro del Joint Meeting 2025

Fragilità dei giovani, fragilità ambientale e fragilità psicologica: il congresso di Catanzaro rilancia le priorità della pediatria moderna e le nuove sfide che attendono chi cura bambini e adolescenti

La fragilità è diventata il filo conduttore della XIII edizione del Joint Meeting in Pediatria e Medicina dell’Adolescenza, che ha riunito a Catanzaro specialisti italiani e spagnoli per discutere il futuro della cura dei più giovani. Nei due giorni di lavori, ospitati nella Sala Convegni dell’Hotel Guglielmo, la comunità scientifica ha affrontato temi che toccano da vicino la crescita delle nuove generazioni: dall’impatto dell’ambiente al peso crescente del disagio psichico, fino ai bisogni clinici dei bambini più vulnerabili.

Il convegno, promosso da Acsa&Ste ETS con il patrocinio dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”, è stato guidato dal dottor Giuseppe Raiola e dalla dottoressa Maria Concetta Galati, affiancati da un comitato scientifico multidisciplinare. Workshop e lezioni hanno attraversato endocrinologia, nutrizione, prevenzione, ambiente, salute mentale, allergologia e medicina dell’adolescenza, dando vita a un mosaico ricco e aggiornato.

Raiola ha sottolineato come l’appuntamento rappresenti un laboratorio essenziale: lavorare con pazienti fragili, spesso incapaci di esprimere a parole il loro disagio, richiede «un’attenzione speciale, capace di cogliere ciò che non viene detto». Ha ricordato anche la trasformazione voluta negli ultimi anni: «meno numeri, più qualità», con un congresso sempre più mirato a professionisti preparati e motivati.

Galati ha ribadito la necessità di un aggiornamento continuo, soprattutto in un’epoca in cui le malattie cambiano volto con rapidità. Per lei, la forza del meeting è la sua ricaduta pratica: ogni conoscenza deve poter essere applicata «già dal giorno successivo in reparto». Ha inoltre rimarcato il valore della collaborazione con i colleghi spagnoli, ormai presenza stabile e parte integrante dell’identità dell’evento.

Tra gli interventi più significativi, quello del dottor Daniele Alberti, che ha sottolineato l’importanza della rete pediatrica calabrese e del suo sviluppo: il convegno dimostra che anche la Calabria «può garantire cure adeguate» e che investire in formazione significa investire nella salute della comunità.

Dal palco è arrivata anche la voce dell’Ospedale di Santander, con il dottor Lino Alvarez Granda, che ha illustrato l’evoluzione delle emergenze adolescenziali e la necessità di competenze specifiche nei pronto soccorso. Il prof. Silvano Bertelloni ha invece messo in luce il valore dello scambio multidisciplinare, mentre il dottor Antonio Messa ha richiamato l’attenzione sulle zoonosi emergenti legate ai cambiamenti climatici, un tema ormai cruciale per la pediatria del futuro.

Non meno rilevante il contributo del prof. Gianni Bona, che ha spiegato l’impatto delle microplastiche sulla salute dei bambini e illustrato gli obiettivi della nuova alleanza AMBO. Ancora più urgente, secondo il prof. Félix Notario Ruelo, è la crescita esponenziale del disagio psicologico tra gli adolescenti: ansia, depressione, autolesionismo e disturbi alimentari richiedono un pediatra capace di ascoltare ciò che gli adolescenti non riescono a verbalizzare.

L’incontro, gratuito e accreditato ECM, ha riunito 100 professionisti tra medici, infermieri, psicologi, dietisti e tecnici.