Giornata della Disabilità con Ambiente Mare Italia a Reggio Calabria

Giornata della Disabilità con Ambiente Mare Italia a Reggio Calabria
Giornata della Disabilità con Ambiente Mare Italia a Reggio Calabria

La Giornata della Disabilità diventa occasione per raccontare il lavoro di Ambiente Mare Italia, che attraverso naturaterapia e velaterapia trasforma il rapporto con la natura in un percorso di inclusione reale. A Reggio Calabria il progetto “Velando” coinvolge decine di ragazzi e famiglie in un’esperienza di crescita, autonomia e libertà

La Giornata della Disabilità è stata celebrata anche a Reggio Calabria con un’iniziativa capace di mostrare cosa significhi rendere l’inclusione un fatto concreto. Ambiente Mare Italia (AMI), da anni impegnata nel promuovere percorsi educativi e terapeutici legati all’ambiente, ha riportato in città il progetto “Velando”, un’esperienza di inclusione che unisce natura, sport, relazione e scoperta di sé.

In Italia sono circa 2,9 milioni le persone con disabilità – il 5% della popolazione – e tra i più giovani i numeri crescono ancora: quasi 359.000 studenti con disabilità nell’ultimo anno scolastico, con un aumento del 26% in cinque anni. Dati che raccontano la necessità urgente di offrire spazi e percorsi che favoriscano autonomia, benessere e partecipazione.

È proprio in questa direzione che si muove AMI, trasformando il contatto con la natura in una forma di supporto psicofisico. Non teoria, ma esperienze vissute: i ragazzi prendono decisioni, collaborano, si misurano con il mare, scoprendo capacità che spesso neppure immaginavano di avere.

La tappa reggina di “Velando”, promossa dal ministero per le Disabilità insieme alla Lega Navale Italiana e alla Federazione Italiana Vela, ha visto la presenza di decine di giovani atleti della Special Olympics Calabria e della ASD Andromeda. Accompagnati dagli operatori AMI e dagli istruttori FIV, hanno vissuto una giornata di emozioni autentiche, fatta di scoperte, relazioni e un forte senso di inclusione.

«La natura è una forza che libera e costruisce – racconta il presidente di AMI, Alessandro Botti –. Vedere i ragazzi affrontare il mare, ritrovarsi più sicuri, più curiosi, più consapevoli, è la dimostrazione che l’ambiente non è solo il contorno: è parte della cura. Il progetto con il ministero non rappresenta un’attività isolata, ma un cambiamento culturale che mette la persona al centro, senza barriere».

Botti ricorda anche il valore simbolico della giornata: «Il mare non ha confini, e insegna che ogni limite può trasformarsi in orizzonte. È questo il messaggio che portiamo alle famiglie: nella natura nessuno è escluso».

L’esperienza di Reggio Calabria conferma che, quando istituzioni e associazioni agiscono insieme, l’inclusione diventa un risultato tangibile. Le iniziative basate sulla natura – le cosiddette nature-based interventions indicate dall’OMS – mostrano che l’ambiente può essere un alleato silenzioso nella crescita emotiva, nella relazione e nel benessere di ragazzi con disabilità e dei loro caregiver.