Nella Giornata mondiale contro il cancro l’attenzione si concentra sugli infermieri oncologici, tra 12 e 18 mila in Italia, in larga parte donne, figure centrali nei percorsi di cura di milioni di pazienti tra assistenza clinica, empatia e formazione specialistica
La Giornata mondiale contro il cancro diventa occasione per riflettere sul peso crescente delle patologie oncologiche e sul ruolo determinante degli infermieri oncologici, professionisti che rappresentano uno dei pilastri dell’assistenza sanitaria. In Italia ogni anno si registrano circa 395 mila nuove diagnosi di tumore e oltre 3,7 milioni di persone convivono con una malattia oncologica, spesso per lunghi periodi, grazie ai progressi nelle cure e all’aumento della sopravvivenza.
Numeri che delineano un bisogno assistenziale enorme, fatto di continuità di cura, monitoraggio clinico e sostegno umano quotidiano. Secondo le stime basate sui dati di reparti oncologici, day hospital e reti regionali, nel nostro Paese operano stabilmente tra 12.000 e 18.000 infermieri dedicati all’oncologia, una cifra che appare contenuta se rapportata alla vastità della popolazione assistita.
Gli infermieri oncologici seguono il paziente in tutte le fasi della malattia: dalla diagnosi ai trattamenti, dal follow-up alla gestione degli effetti collaterali, fino all’accompagnamento nelle fasi più delicate. Spesso diventano il riferimento più costante non solo per il malato, ma anche per le famiglie.
Dal punto di vista della composizione di genere, il settore riflette l’andamento generale della professione infermieristica: circa il 70% è rappresentato da donne, mentre la componente maschile si attesta intorno al 30–35%. Una presenza femminile forte anche in un ambito ad alta complessità clinica ed emotiva come quello oncologico.
Accanto alle competenze tecniche, emerge con forza la dimensione umana dell’assistenza. L’oncologia non è fatta solo di protocolli terapeutici, ma di relazione, ascolto e capacità di accompagnare la persona nella fragilità. “Il cancro non colpisce solo il corpo, ma l’intera sfera emotiva della persona”, sottolinea Antonio De Palma, presidente di Nursing Up, evidenziando come empatia e preparazione siano elementi inseparabili della qualità delle cure.
Per Nursing Up, la formazione specialistica rappresenta un nodo centrale: oncologia clinica, gestione del dolore, cure palliative e comunicazione con il paziente fragile richiedono competenze avanzate e aggiornamento continuo. “Non si può continuare a chiedere agli infermieri di reggere carichi assistenziali ed emotivi enormi senza investire seriamente sulla formazione specialistica”, ribadisce De Palma.
In questa Giornata mondiale contro il cancro appare chiaro che rafforzare gli organici, valorizzare le competenze e riconoscere pienamente il ruolo degli infermieri oncologici significa migliorare concretamente la qualità delle cure e la vita dei pazienti.


















