Le emozioni che il Covid-19 ci procura

emozioni Covid-19, Covid 19
Le emozioni che ci procura il Covid-19

Librarci nell’aria, leggeri con la mente, non è facile in questo periodo in cui, ovunque ci “voltiamo” vediamo, ascoltiamo, leggiamo, notizie di nuovi contagi da Covid-19. E qui si sta affrontando l’analisi di un fenomeno da una regione in cui ancora non è stato confermato alcun caso di contagio.

Figurarsi la situazione come deve essere percepita nelle zone rosse d’Italia, in cui le persone si ritrovano costrette in quarantena. Per curarsi e per non contagiare le altre persone. E dove le persone vivono nell’ansia e nella paura di un concreto pericolo di contagio.

La regione più colpita d’Italia al momento come sappiamo tutti è la Lombardia. Ad oggi anche altre regioni, come la Toscana, la Liguria sono risultate colpite. Al sud contagi si sono verificati in Sicilia.

Ma questo articolo non vuole essere un aggiornamento sui contagi. Sulle ordinanze dellee scuole aperte o chiuse. Di questi dati siamo pieni fino al collo. Basta un click.

Questo articolo vuole essere un incoraggiamento piuttosto.

Perché il 95% dei casi delle persone contagiate da Covid-19 sono guaribili secondo l’OMS. Certo si sono registrati migliaia di morti nel globo. Ma si tratta di persone anziane, o di persone con difese immunitarie molto basse.

Due giorni fa è giunta notizia dell’arrivo di un vaccino dall’America, i cui test verranno effettuati sull’uomo entro la fine del mese di aprile (Coronavirus, il vaccino e la sperimentazione di una società Usa: «Vicini a test sull’uomo»).

In più si sta parlando del fatto che il picco dei contagi in Cina è stato raggiunto e che adesso il virus dovrebbe andare a scemare.

C’è motivo di preoccuparsi certo. Ma non c’è motivo di farsi prendere dal panico.

Tutto questo allarmismo di certo non aiuta. I media ovviamente non possono non parlarne. (Anche se recentemente l’Ordine dei Giornalisti ha ricevuto delle sanzioni per la diffusione di allarmismo).

Ma non dobbiamo assolutamente farci assalire dall’effetto eco dei telegiornali, delle radio, dei giornali e delle stesse testate online.

Cerchiamo di “prendere con le pinze” quello che veniamo a scoprire. E soprattutto cerchiamo di andare in profondità dentro alla notizia se proprio vogliamo lasciarci impressionare. Di verificare inoltre la fonte della notizia e di aspettare le conferme date dai bollettini sanitari e dai dati ufficiali.

I rischi di contagio ci sono, ma ci sono anche le possibilità di rimanere immuni al Covid-19, con le dovute accortezze igienico-sanitarie.

E se tutti noi oltre esclusivamente a lamentarci sempre e solo del nostro paese cominciassimo ad essere più consapevoli del fenomeno e più responsabili nelle nostre azioni quotidiane, allora saremmo già a metà del percorso dalla fuoriuscita da questa situazione di disagio.

Certo delle leggerezze forse sono state compiute. Forse qualche contagio poteva essere evitato. O forse no. Forse qualche partita di champions ad esempio poteva e doveva essere giocata a porte chiuse e forse avremmo avuto un risultato diverso di contagi in Italia.

O forse avremmo ottenuto lo stesso risultato. Chi lo sa. Forse dal governo centrale dovevano essere prese misure più restrittive e tempestive. E i risultati magari sarebbero stati diversi. Chi lo sa.

Con i “se” e con i “ma” è facile “viaggiare”. Ma non è con i “se” e con i “ma” che risolviamo la situazione.

Ciò che conta è prendere coscienza della situazione attuale in cui ci troviamo. E da calabresi possiamo dire di dover stare vigili, certo, ma possiamo essere anche sollevati dal fatto che non ci sia all’attivo alcun caso di contagio confermato.

C’è chi dice che è solo questione di tempo. Certo, questa potrebbe essere un’ipotesi più che valida.

Ma nel caso in cui tutto ciò dovesse verificarsi non è certo un buon motivo per farci prendere dall’ansia e dallo stress. Cerchiamo di compiere delle azioni “sane” e di riflettere prima di agire.

Cerchiamo inoltre di rassicurarci l’uno con l’altro (e non di allarmarci l’uno con l’altro).

Cerchiamo di mantenerci “leggeri” per quanto sia possibile farlo. Perché se è vero che per il prossimo contagio è solo questione di tempo, è pure vero che anche perché venga trovata la cura è solo questione di tempo.

Intanto cerchiamo di vivere la nostra vita con una preoccupazione presente (perché inevitabile) ma moderata. E cerchiamo di infondere fiducia nelle persone che possono essere più apprensive di altre.

Non facciamo divisioni tra nord e sud Italia. Perché il Covid-19 poteva benissimo cominciare a prendere piede a partire dalle regioni del sud. È successo invece il contrario. È partito dal nord. D’accordo. Prendiamo atto del fatto e guardiamo avanti.

Guardiamo avanti e non rimaniamo fermi con lo sguardo sul problema. Guardiamo piuttosto alle soluzioni possibili e affidiamoci agli esperti senza compiere “azioni fai da te”. E cerchiamo di rispettare quelle restrizioni che sono state messe in atto dal governo centrale. Non cerchiamo scappatoie per infrangere le regole e fare di testa propria. Cerchiamo sempre di pensare al bene comune e al nostro benessere. Usciremo da tutto questo, è solo questione di tempo.