Pornografia minori: cosa prevede la nuova legge 2025

Marco Piccolo (psicologo Cosenza)
Marco Piccolo (psicologo Cosenza)

L’esperto risponde: pornografia e adolescenti, la nuova legge e i rischi psicologici

L’utente di Calabria Magnifica chiede: Sono una mamma di Cosenza e mi preoccupa molto l’esposizione dei giovanissimi alla pornografia online, spesso violenta. Ho letto che dal 2025 entrerà in vigore in Italia una vera verifica dell’età per accedere ai siti porno. È davvero uno strumento utile per proteggere i nostri figli? E cosa possiamo fare noi genitori per sostenerli in questo cambiamento?


Risponde il Dott. Marco Piccolo

Psicologo clinico e Presidente del Forum delle Associazioni Familiari di Cosenza

Finalmente possiamo dirlo: i nostri figli saranno realmente più protetti dalla pornografia online.
Dal 12 novembre 2025 anche l’Italia applicherà una norma che l’Europa chiede da anni: un sistema efficace di verifica dell’età per impedire ai minori di accedere ai contenuti pornografici, compresi quelli violenti.

Non è una crociata moralista, ma un atto di responsabilità e civiltà.

Per anni qualsiasi bambino con uno smartphone ha potuto raggiungere immagini e video sessualmente espliciti, spesso aggressivi. Come psicologo ho più volte denunciato i danni dell’esposizione precoce alla pornografia: interferisce con lo sviluppo affettivo e sessuale dei ragazzi, crea dipendenze, modelli distorti di intimità, ansia da prestazione, difficoltà relazionali.

La pornografia – e lo vediamo ogni giorno – ha influenzato l’immaginario sessuale dei giovanissimi più della famiglia, della scuola o dei pari.
Nei contenuti pornografici la donna è spesso dominata, resa sempre disponibile, oggettificata. Molti ragazzi hanno imparato da lì che il sesso è potere e possesso, non relazione e rispetto. E purtroppo la cronaca ci mostra come questa distorsione possa sfociare anche in violenza.

Questa norma non cancellerà i danni del passato, ma rappresenta un segnale chiaro: i minori non sono una risorsa economica per un’industria miliardaria che vive di clic e sfruttamento.

Da oggi comincia però la parte più importante: il ruolo degli adulti.
Non basta impedire l’accesso: dobbiamo educare.

Parlare con i nostri figli di affettività, corpo, consenso, rispetto, intimità vera.
Perché nessun video potrà mai sostituire la relazione e la guida di un adulto responsabile.

Proteggere i nostri ragazzi significa amarli davvero.
Non solo tenendoli lontani dai pericoli evidenti come alcol e droghe, ma anche da quelli che per troppo tempo abbiamo sottovalutato: la pornografia senza filtri.