Neurologia del Pugliese-Ciaccio, simbolo di buona sanità

Lettera
Lettera

Storia di buona sanità a Catanzaro: la lettera di una paziente al Reparto di Neurologia del Pugliese-Ciaccio

In un tempo in cui la sanità pubblica è spesso al centro delle cronache per carenze e disservizi, Calabria Magnifica è lieta di dare voce a una testimonianza di segno opposto, che celebra invece la buona sanità che esiste e resiste.

Ci ha scritto una paziente – che ha scelto di mantenere l’anonimato – per condividere la propria esperienza vissuta nel Reparto di Neurologia dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Le sue parole, cariche di gratitudine e commozione, sono un vero e proprio omaggio al personale sanitario, inteso non solo come competenza professionale, ma come presenza umana capace di accogliere, accompagnare e sostenere nei momenti più difficili.

Durante il suo recente ricovero, la paziente ha potuto toccare con mano un ambiente dove la scienza si fonde con l’umanità, e dove ogni gesto – anche il più semplice – diventa cura autentica. Dalle terapie alle parole gentili, dai controlli clinici alle attenzioni quotidiane, tutto ha contribuito a trasformare l’esperienza ospedaliera in un percorso di fiducia e speranza.

Un grazie sentito va al primario del reparto, descritto come una figura guida “rassicurante e competente”, capace di unire rigore medico e sensibilità umana. La sua leadership – scrive la paziente – si riflette nella dedizione di tutto il team: medici, infermieri, OSS e personale coordinativo, tutti accomunati da un tratto distintivo fatto di professionalità, ascolto e partecipazione.

Un encomio particolare viene rivolto agli infermieri, veri e propri pilastri del reparto, capaci di trasmettere dolcezza e pazienza, rendendo ogni intervento una “carezza per l’anima”. Non meno importante il lavoro silenzioso ma prezioso degli operatori socio-sanitari (OSS), sempre attenti ai dettagli e presenti con discrezione.

La caposala è ricordata come una figura chiave, punto di riferimento per pazienti e operatori, grazie alla sua capacità di creare un clima sereno, dove ognuno si sente visto, ascoltato e rispettato.

La paziente racconta come ogni persona incontrata sia riuscita a entrare nel suo cuore, mostrando l’anima più autentica della sanità: quella che cura non solo il corpo, ma anche la fragilità dell’animo umano. Un’umanità che si è manifestata in ogni sguardo empatico, in ogni parola di conforto, in ogni presenza silenziosa ma costante.

La lettera, pur nascendo da un’esperienza individuale, si fa voce collettiva di riconoscenza, e offre un’immagine luminosa della sanità che funziona. Una sanità fatta di persone, mani operose e cuori che si donano.

In un Paese dove è facile raccontare ciò che non va, storie come questa ci ricordano che esistono luoghi dove il dolore viene accolto con competenza e calore umano. Il Reparto di Neurologia dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio è uno di questi.

E per chi vi entra anche solo per un giorno, può diventare una vera luce di speranza.