Ospedale di Lamezia in crisi: sit-in di protesta (VIDEO)

Sanità a Lamezia: sit-in davanti all’ospedale, ma la città è stanca di protestare

LAMEZIA TERME (CZ), 14 GEN 2020 – Un grido di rabbia e di esasperazione si è levato ieri davanti all’ingresso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Il coordinamento Sanità 19 Marzo ha organizzato un sit-in di protesta contro quello che viene definito l’ennesimo atto di “spoliazione” ai danni del presidio ospedaliero cittadino, da anni al centro di tagli e ridimensionamenti che ne hanno progressivamente indebolito l’attività.

Alla manifestazione hanno preso parte il sindaco Paolo Mascaro insieme a tutta la giunta comunale, oltre a rappresentanti di associazioni, movimenti civici e gruppi politici locali. A far sentire la propria voce anche numerosi studenti lametini, che hanno scandito slogan come “Giù le mani dall’ospedale”, esprimendo così la loro preoccupazione per il futuro della sanità del territorio.

Nonostante la presenza delle istituzioni e delle associazioni, la protesta ha però messo in luce una grande assenza: quella dei cittadini. In molti, ormai, sembrano aver perso fiducia nella possibilità di ottenere risultati dopo anni di cortei, appelli e promesse rimaste senza seguito. Una disillusione che ha trasformato la partecipazione in silenziosa rassegnazione.

Il manifesto affisso davanti al nosocomio riassume il sentimento comune: un “vaffa” simbolico rivolto alla Regione Calabria, accusata di aver progressivamente smantellato la sanità lametina e di aver lasciato un territorio intero privo di servizi essenziali.

La protesta, pacifica ma carica di amarezza, intende comunque essere un nuovo messaggio alle istituzioni regionali e nazionali, affinché si ponga fine a un declino che non è solo sanitario, ma anche sociale. La crisi del sistema sanitario calabrese, d’altronde, è tra le ragioni che hanno portato il governo a dichiarare la Calabria “zona rossa”, con conseguenze pesanti anche per il tessuto economico e produttivo locale.

Da Lamezia si leva dunque l’ennesimo appello al governo e alla Regione: restituire dignità alla sanità pubblica, garantire il diritto alla salute e dare risposte concrete a una comunità che, tra rabbia e delusione, chiede solo di poter curarsi nella propria città.

Un sit-in che, pur nella scarsa partecipazione, racconta con forza una verità amara: la stanchezza della gente è oggi il sintomo più evidente della crisi della sanità calabrese.