Polistena, protesta senza sosta davanti all’ospedale: “Soluzioni tampone, la mobilitazione continua”
Non si ferma la protesta davanti all’ospedale di Polistena, dove i cittadini del comitato spontaneo per la salute hanno deciso di restare accampati nelle tende anche durante la notte. Al centro della mobilitazione ci sono la grave carenza di medici e il rischio concreto di chiusura o ridimensionamento del reparto di Anestesia e Rianimazione, una prospettiva che allarma un intero territorio.
Dopo l’avvio della protesta, una delegazione dei manifestanti è stata incontrata dalla direttrice generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, che ha annunciato l’arrivo temporaneo di personale sanitario proveniente da altri ospedali per i prossimi 30 giorni. Una misura definita però dagli stessi cittadini come una “soluzione tampone”, insufficiente a garantire stabilità e continuità assistenziale.
A confermare il quadro critico è anche il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, presente insieme ad altri primi cittadini del comprensorio: «Con queste condizioni – spiega – si riesce a tutelare soltanto l’emergenza-urgenza, mentre gli interventi programmati sono di fatto sospesi». Una situazione che pesa ulteriormente su una struttura che serve un bacino d’utenza molto ampio.
«Bisogna tenere conto – ribadiscono dal comitato – che un intero comprensorio si riversa sull’ospedale di Polistena». Le speranze erano riposte nel decreto Milleproroghe, che avrebbe potuto consentire l’impiego di medici in pensione, ma la norma non è stata inserita. «A questo punto – denunciano – il problema è strettamente politico».
Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd Calabria, che ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente al ministro della Salute sulla situazione dell’ospedale di Polistena e su quella, altrettanto critica, dell’ospedale di Locri. L’iniziativa nasce dalle dichiarazioni contrastanti tra la direzione generale dell’Asp e alcuni esponenti del centrodestra regionale riguardo ai rischi di chiusura o ridimensionamento del presidio sanitario.
«Le dichiarazioni della direttrice generale Lucia Di Furia – afferma Irto – parlano di garanzie limitate a soli 30 giorni. La realtà che emerge dagli incontri con i sindaci e dalle proteste dei cittadini è ben diversa dalla narrazione rassicurante di pezzi del centrodestra regionale».
Secondo il senatore dem, «a Polistena ci troviamo davanti a un ospedale che si regge su accordi provvisori, con l’attività ordinaria sospesa e reparti fondamentali come Anestesia e Rianimazione costantemente a rischio per la mancanza di personale».
Nell’interrogazione, Irto chiede al governo se sia a conoscenza del fatto che oggi l’ospedale garantisce soltanto l’emergenza-urgenza per periodi limitati, grazie alla disponibilità straordinaria dei medici, e se ritenga accettabile che una struttura che serve circa 200mila persone nella Piana di Gioia Tauro funzioni con soluzioni precarie. «Le smentite non bastano – sottolinea – i cittadini hanno diritto alla verità e a servizi sanitari stabili».
Il parlamentare richiama infine anche la situazione dell’ospedale di Locri, dove si registrano da settimane sovraffollamento, uso improprio delle barelle come posti letto e una pressione insostenibile su reparti e Pronto soccorso. «Polistena e Locri condividono la stessa patologia – avverte – sono ospedali spoke fondamentali, ma poco considerati, mentre la sanità territoriale resta debole e incapace di rispondere ai bisogni di cura».
Da qui la richiesta al ministro della Salute di iniziative urgenti, risorse strutturali e un intervento straordinario per evitare che l’emergenza diventi irreversibile. «Il diritto alla salute deve tornare al centro dell’agenda nazionale e regionale – conclude Irto –. I calabresi non accettano più promesse a vuoto né racconti che non rispecchiano la realtà».


















