Sanità, Agenas: Nord al top, Calabria indietro ma in miglioramento

Ospedale Pugliese Ciaccio
Ospedale Pugliese Ciaccio

Ospedali, report Agenas: la Calabria recupera terreno ma resta il divario Nord-Sud

Il nuovo Piano Nazionale Esiti 2025 di Agenas, presentato nelle scorse ore, conferma un quadro già noto: la sanità del Mezzogiorno continua ad arrancare, mentre le strutture del Nord mantengono le performance migliori. Su 15 ospedali italiani che raggiungono un livello alto o molto alto in almeno sei delle otto aree cliniche analizzate, solo uno si trova al Sud, in Campania.

Accanto a questo dato, emerge un altro elemento critico: tra le quasi 200 strutture che non raggiungono standard qualitativi adeguati e vengono rinviate agli audit, la metà si concentra nel Meridione. In Calabria sono 12 gli ospedali che non raggiungono la sufficienza, mentre 11 vengono nuovamente rimandati.

La fotografia nazionale: Nord in testa

Il monitoraggio ha riguardato 1.117 strutture ospedaliere, pubbliche e private, valutate su otto aree cliniche: cardiocircolatorio, nervoso, respiratoria, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare e nefrologia.

Le regioni con il maggior numero di ospedali ad alte performance sono: Lombardia (5), Veneto (3) ed Emilia-Romagna (2).

Due strutture raggiungono il livello massimo in tutte e otto le aree cliniche: l’Ospedale di Savigliano (Piemonte) e l’Ospedale di Mestre (Veneto).

La Calabria: tre eccellenze e quattro miglioramenti

Nonostante il quadro complessivo difficile, in Calabria si registrano alcuni passi avanti. Quattro strutture migliorano le performance rispetto allo scorso anno, uscendo dalla procedura di controllo.

Per quanto riguarda le eccellenze, il report Agenas segnala tre strutture che ottengono una valutazione “molto alta” nell’area osteomuscolare: Istituto Ortopedico Mezzogiorno d’Italia di Reggio Calabria, Casa di Cura Scarnati di Cosenza e Villa del Sole di Catanzaro.

Le criticità che restano: mortalità oltre la media

Agenas segnala comunque diversi nodi irrisolti. Tra questi spicca il dato sulla mortalità a 30 giorni dagli interventi alle valvole cardiache, che in Calabria risulta ancora superiore alla media nazionale. Una conferma delle difficoltà strutturali che da anni caratterizzano il sistema sanitario regionale.

Nel corso della presentazione del report, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato come i risultati nazionali mostrino un generale miglioramento, ma ha ribadito la necessità di ridurre il divario Nord-Sud, ancora troppo evidente nella qualità dell’assistenza ospedaliera.