Sit-In promosso dall’USB dei precari della sanità

Catanzaro, esplode la protesta contro i licenziamenti all’Ospedale Pugliese: “200 professionisti mandati a casa dopo quattro anni di servizio”

Catanzaro si è fermata nella mattinata di ieri, quando centinaia di persone hanno invaso Corso Mazzini per manifestare contro il licenziamento di 200 professionisti precari della sanità dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio. La protesta, promossa dall’USB – Unione Sindacale di Base, ha visto la partecipazione non solo dei lavoratori coinvolti, ma anche di cittadini e colleghi accorsi in segno di solidarietà.

La decisione dell’azienda ospedaliera di interrompere i contratti, dopo quattro anni di servizio prestato in condizioni spesso difficili, ha suscitato profonda indignazione. A raccontare la rabbia dei lavoratori è Antonio Jiritano, rappresentante USB Calabria, che ai microfoni di Calabria Magnifica.it ha commentato con toni duri la vicenda: “È l’ennesima tragedia calabrese. Duecento lavoratori licenziati dopo 48 mesi di impegno e con la prospettiva di un futuro stabile. Oggi, invece, si ritrovano con una lettera di licenziamento in mano. È inaccettabile”.

Il malcontento nasce anche da una più ampia crisi del sistema sanitario regionale, che da anni soffre di carenza cronica di personale e risorse. “In Calabria – prosegue Jiritano – i cittadini sono costretti ad andare a curarsi fuori regione perché non ci sono abbastanza medici e infermieri. Alcuni reparti chiudono per mancanza di personale, e anziché intervenire per colmare queste lacune, il Governo taglia ancora una volta sulla sanità pubblica”.

Durante la manifestazione, i rappresentanti sindacali hanno denunciato le scelte “miopi” delle istituzioni e promesso di proseguire la battaglia per la tutela dei posti di lavoro e per il diritto alla salute dei calabresi. “Non ci fermeremo – conclude Jiritano – finché non verrà trovata una soluzione che restituisca dignità ai lavoratori e sicurezza ai cittadini”.

Il caso dell’Ospedale Pugliese, ormai simbolo di una crisi più ampia, riaccende così il dibattito sul futuro dei precari e della sanità calabrese, tra precarietà lavorativa, tagli strutturali e un sistema che rischia di collassare.