Terapia ABA a Catanzaro: la denuncia di una mamma sui locali non idonei

Madre, figlio, terapia ABA, disturbi dello spettro acustico
Madre, figlio, terapia ABA, disturbi dello spettro acustico

Catanzaro, terapie ABA in locali non idonei: la denuncia di una mamma. “Stan­ziati 750 mila euro, ma usano ancora le vecchie stanze. Ambienti saturi, rischi per i bambini”

L’EDITORIALE – Una mamma, che per ragioni di privacy chiameremo Maria, ha scritto alla nostra redazione denunciando una situazione che definisce “assurda” e “inaccettabile”.
Le terapie ABA (Applied Behavior Analysis) per i bambini con disturbi dello spettro autistico, avviate dall’ASP di Catanzaro con un finanziamento pubblico di 750.000 euro, si svolgerebbero – secondo la sua segnalazione – in locali non idonei, nati per terapie tradizionali e non per un trattamento comportamentale intensivo come l’ABA. LEGGI ANCHE: Autismo, l’ASP di Catanzaro avvia un nuovo progetto

“Mia figlia fa terapia in ambienti che non rispettano i criteri ABA – racconta Maria –. Gli spazi non sono neutri, ci sono oggetti, materiali e stimoli che distraggono e scatenano crisi comportamentali. Sono stanze riadattate, ma non adatte a questo tipo di percorso. Eppure i fondi per creare ambienti nuovi e adeguati sono stati stanziati da tempo”.

La mamma aggiunge anche problemi di sicurezza e accessibilità, segnalando la presenza di una scala molto ripida e di materiali lasciati a portata dei bambini, come caramelle e prodotti chimici.

“Non si può parlare di terapia ABA se gli ambienti non sono strutturati secondo i criteri previsti – continua –. È una questione di efficacia ma anche di sicurezza”.

Il progetto dell’ASP: 750.000 euro per ampliare l’offerta terapeutica

Lo scorso gennaio, l’ASP di Catanzaro aveva annunciato con grande rilievo l’avvio di un progetto dedicato ai disturbi dello spettro autistico, in collaborazione con le associazioni “Batti Cinque” e “Bolle di Sapone”.
Il comunicato ufficiale parlava di un investimento iniziale di 750.000 euro per ampliare l’offerta terapeutica pubblica, ridurre le liste d’attesa e soprattutto creare nuovi spazi terapeutici idonei tra Catanzaro, Lamezia e Soverato.

“Durante l’incontro – si leggeva nel testo – è emersa la necessità di far lavorare in contemporanea tutti i professionisti, con la conseguente necessità di realizzare altri spazi terapeutici”.

Tra fondi stanziati e ambienti inadeguati

Oggi, però, la testimonianza di Maria sembra raccontare una realtà diversa: le terapie ABA si svolgerebbero ancora nei locali dell’ASP destinati ad altri trattamenti, senza gli adattamenti necessari per il metodo ABA.
Il risultato, secondo le famiglie, è che il progetto sui disturbi dello spettro autistico non starebbe rispondendo alle esigenze specifiche dei bambini e degli operatori coinvolti.

“È paradossale – commenta la mamma –. I fondi ci sono, l’accordo con le associazioni è stato fatto, ma i bambini continuano a essere seguiti in stanze che non rispettano gli standard minimi richiesti”.

CalabriaMagnifica.it chiede chiarezza

Con la pubblicazione di questo articolo, CalabriaMagnifica.it intende dare voce alla segnalazione della signora Maria e, allo stesso tempo, sollecitare un chiarimento ufficiale da parte dell’ASP di Catanzaro.
Vogliamo comprendere a che punto sia la realizzazione dei nuovi spazi terapeutici finanziati e se le famiglie possano aspettarsi, a breve, ambienti realmente adeguati per le terapie ABA dedicate ai bambini con disturbi dello spettro autistico.

L’obiettivo resta quello indicato dallo stesso progetto: offrire ai bambini e alle famiglie calabresi percorsi terapeutici efficaci e sicuri, in strutture finalmente pensate per loro.