Tragedia familiare Catanzaro, Ventura (ONMIC): «L’assistenza ai disabili non sia negata!»

autismo
Autismo

La tragedia dell’incendio, che a Catanzaro ha visto morire tre fratelli, ha richiamato anche l’attenzione sulle problematiche che le famiglie con familiari disabili devono affrontare. Infatti uno dei ragazzi morti era affetto da autismo e, secondo quanto si è appreso dalla stampa, non era stato possibile includerlo nell’attività di sostegno e riabilitazione dell’unico centro per autistici attivo a Catanzaro.

In Calabria è stata istituita, proprio di recente,la figura del Garante regionale per le persone con disabilità. Una figura importante che dovrebbe tutelare i diritti dei disabili presenti sul territorio regionale.

La domanda che ci poniamo è soltanto una: in che modo il Garante regionale per le disabilità può essere utile al sollievo dei soggetti interessati se non ci sono centri specialistici sufficienti ad affrontare le varie problematiche dei soggetti disabili? In tutto ciò si rileva l’incongruenza tra le buone intenzioni, che vengono manifestate a livello legislativo, e la triste realtà delle famiglie che vengono lasciate da sole a gestire i problemi dei familiari affetti da disabilità, in particolare dall’autismo.

A proposito di autismo è appena il caso di ricordare come ci siano terapie idonee e percorsi di riabilitazione riconosciuti dalla scienza. La beffa è che tali trattamenti, nonostante siano a carico del servizio sanitario, non vengono di fatto messi a disposizione nel servizio pubblico. Ne consegue che molte famiglie si vedono costrette a sostenere i costi per le cure dei loro congiunti disabili, salvo poi dover ricorrere al giudice per chiedere all’Asp di rimborsarne le spese, come è avvenuto in qualche
caso.

A molte famiglie calabresi, che si trovano a dover affrontare le difficoltà di gestire e aiutare un congiunto autistico, non resta quindi che una sola opzione, recarsi in altre regioni per trovare l’assistenza negata in Calabria. Questo con un aggravio a carico dello stesso servizio sanitario regionale, che, in un modo o nell’altro, sarà chiamato a rifondere le spese delle cure praticate fuori regione.

Ancora una volta quindi, la sanità calabrese si rivela carente e incapace di garantire ai suoi cittadini il giusto sostegno.

Pertanto, rivolgiamo un accorato appello alle autorità della Regione Calabria affinché, assieme agli
interventi normativi, si adottino anche misure concrete che garantiscano alla popolazione calabrese,
soprattutto ai soggetti più deboli, le cure appropriate, senza costringerli ad emigrare.