Arbitraggio e polemiche al Benito Stirpe: su Dionisi esplode il dibattito

Frosinone Catanzaro 2-0
Frosinone Catanzaro 2-0

Reazioni dei tifosi e della stampa tra curriculum brillante e un rosso che divide: divergenze locali vs nazionali

La 19ª giornata di Serie B 2025/26 non passerà alla storia solo per il 2–0 del Frosinone sul Catanzaro, ma soprattutto per la direzione arbitrale di Federico Dionisi, fischietto abruzzese al centro della scena, capace – nel bene e nel male – di monopolizzare la discussione post partita.

Classe ’88, aquilano, laureato con lode in Economia e Commercio e nome ormai ricorrente nelle designazioni dei campionati professionistici, Dionisi non è un arbitro qualsiasi. È il primo direttore di gara proveniente dalla sezione di L’Aquila ad approdare stabilmente in Serie B e poi in Serie A, risultato di una carriera iniziata prestissimo: prime gare nel 2003 a soli 15 anni, salita rapida tra le categorie, ingresso in Lega Pro nel 2014, quindi promozione alla CAN B nel 2018. Curriculum brillante, percorso tecnico apprezzato dai vertici, considerato uno dei profili emergenti della scuola arbitrale italiana.

Eppure, al termine di Frosinone–Catanzaro, le valutazioni sono tutt’altro che univoche. A Catanzaro il clima è tesissimo: sui media locali si parla apertamente di una direzione “non all’altezza” e di un match “indirizzato dal rosso a Frosinini”. Il portale Italianonews.it è stato netto nel titolo: “Dionisi regala i tre punti ai ciociari”. Toni duri, riflessioni accese, pubblico indignato.

Di contro, i quotidiani sportivi nazionali si sono mossi su tutt’altra linea: Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport hanno assegnato a Dionisi un 6 pieno, giudicando l’espulsione “corretta e tecnicamente giustificata” per il fallo a gamba alta su Cichella, rivisto al VAR. Una sufficienza asciutta, senza scandalismi, che ha ulteriormente alimentato la sensazione di distanza tra percezione locale e percezione nazionale.

L’episodio rimane centrale: 58′, cartellino rosso diretto e Catanzaro in dieci per oltre mezz’ora. Da lì il match cambia struttura, il Frosinone alza il baricentro e costruisce la vittoria con Monterisi e Ghedjemis. Per i calabresi resta anche il nervo scoperto sull’angolo da cui nasce l’1–0, su cui il VAR – per protocollo – non può intervenire.

Ed è qui che nasce la domanda: è stata una semplice partita decisa da episodi o un caso arbitrale che merita approfondimento? Perché una cosa è certa: l’arbitraggio di Federico Dionisi non è passato inosservato, e da L’Aquila a Catanzaro, passando per Milano, ognuno ha visto una partita diversa.

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