Catanzaro-Avellino 1-0, Aquilani: “Vittoria importante, ma ci sono ancora ampi margini di crescita”
Il Catanzaro supera l’Avellino di misura e conquista tre punti preziosi al termine di una gara combattuta, decisa dall’1-0 finale. Nel dopo partita, in sala stampa, il tecnico Aquilani ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, evidenziando aspetti positivi ma anche diversi elementi su cui continuare a lavorare.
«È stata una partita dura – ha esordito l’allenatore –. Siamo partiti un po’ lenti, nel senso che potevamo dare qualcosa in più soprattutto aumentando ritmo e pericolosità. Nonostante questo, eravamo abbastanza in controllo». La vittoria, ha spiegato, ha un peso specifico importante: «I successi ti permettono di lavorare meglio e danno autostima, ma ci sono ancora tanti margini di miglioramento».
Grande attenzione è stata dedicata a Pittarello, autore del gol decisivo. «È un calciatore che può diventare una mezzala forte – ha sottolineato Aquilani –. Deve migliorare nella fase difensiva e nella fatica, ma gli vedo l’attitudine giusta. È una soluzione a cui pensavo da tempo e oggi era il momento giusto, anche perché veniva da buone prestazioni e meritava di giocare».
Il tecnico ha poi aggiunto: «Ha fatto un gran gol, ha questo colpo nelle corde. È vero che nel primo tempo ha sbagliato troppo e a volte si incaponisce, ma ha 18 anni e va fatto crescere. Ha qualità importanti e margini di miglioramento notevoli».
Analizzando l’andamento della gara, l’allenatore ha evidenziato una differenza tra le due frazioni: «Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio rispetto al primo. Se le partite finiscono tutte così, va bene: durano 90 minuti e uscire alla distanza è un segnale positivo, vuol dire che i ragazzi stanno bene fisicamente e ci credono fino alla fine».
Sul primo tempo, invece, il giudizio è più critico: «C’erano spazi e possibilità, ma siamo stati un po’ scolastici. Sembrava tutto facile, ma non lo è mai: basta un appoggio sbagliato o un controllo impreciso per dare fiducia agli avversari e rischiare i contropiedi».
Parole di elogio, invece, per il reparto difensivo e per il portiere Pigliacelli: «Sono ragazzi seri, lavorano bene, stanno migliorando e ci stanno dando grandi certezze».
Aquilani ha poi sottolineato l’importanza di giocatori meno appariscenti ma fondamentali nell’economia del gioco: «Per me le giocate meno visibili sono le più importanti. Apprezzo molto Petriccione: da 23 partite sta alzando i giri, ci dà geometrie, equilibrio e personalità. È un giocatore forte».
Complimenti anche a Pontisso, con un invito però a crescere ulteriormente: «Deve riuscire a durare 90 minuti, perché è un giocatore che non dobbiamo perdere durante la partita: ci dà tante cose».
Infine, il tecnico ha richiamato tutti alla prudenza: «Non bisogna elogiare troppo nessuno, la strada è lunga. Dobbiamo riconoscere il tipo di partita e capire quando possiamo incidere di più. Serve migliorare la gestione della palla, avere più controllo e distanze più corte, così possono coesistere più soluzioni senza rischiare i contropiedi».
La chiosa è un manifesto di realismo e umiltà: «Piedi per terra. Dobbiamo andare partita dopo partita, mettere punti e mattoncini in classifica. L’obiettivo primario è la salvezza e la crescita dei giovani. Poi, a marzo o aprile, capiremo dove siamo. Per ora testa bassa e pedalare».

Petriccione: “Ora siamo una vera squadra, ma non dimentichiamo da dove veniamo”
Dopo la vittoria di misura contro l’Avellino, decisa dall’1-0 finale, è Jacopo Petriccione a prendere la parola nel dopogara, offrendo una lettura lucida e matura della prestazione del Catanzaro e del momento vissuto dalla squadra.
«L’Avellino è una squadra che, per il tipo di gioco che abbiamo noi, è complicata da affrontare – ha spiegato il centrocampista – perché concede spazi ma riparte forte in contropiede. Sapevamo che poteva essere una partita difficile, che provando a sbloccarla avremmo potuto concedere qualcosa, ma siamo stati bravi».
La chiave del successo, secondo Petriccione, è stata la gestione della gara: «Abbiamo avuto pazienza, poi dopo il gol abbiamo sofferto, come spesso capita, ma fa parte del percorso. Stiamo diventando sempre di più un gruppo ed è la cosa più bella che si possa vedere. Credo che la gente apprezzi questo momento».
Le vittorie, inevitabilmente, cambiano tutto. «I successi portano entusiasmo e fiducia. È normale: nelle prime otto partite la vittoria non arrivava ed era pesante. Poi ci siamo sbloccati, soprattutto in quel trittico di gare contro squadre importanti, e questo ci ha dato fiducia e ci ha permesso di lavorare con il sorriso. Quando vinci, lavori e giochi in maniera diversa, anche la classifica ti aiuta».
Nonostante il momento positivo, Petriccione invita a non perdere il contatto con la realtà: «Oggi siamo squadra, ma non dobbiamo dimenticare da dove veniamo. Quei due mesi iniziali sono stati durissimi. Ricordo settimane davvero toste, quando sembrava andare tutto storto e l’ambiente era negativo. Non era affatto scontato uscirne, e per questo faccio i complimenti a tutti i ragazzi».
Ora, però, il momento va sfruttato: «Bisogna cavalcare il momento, ma farlo con consapevolezza e serenità, sia quando sei sotto – come a Modena – sia quando sei sopra, come oggi. Siamo cresciuti tanto nella gestione delle partite. Le vittorie portano fiducia e la libertà di giocare più spensierati, di provare in partita quello che il mister ci chiede durante la settimana».
Il regista giallorosso ha poi ribadito l’identità della squadra: «Siamo una squadra che vuole palleggiare e giocare a calcio. Senza questa idea faremmo fatica. È normale che serva tempo: ci sono tanti giovani e tanti giocatori nuovi. Anche quando i risultati non arrivavano, secondo me, le prestazioni c’erano, ma senza vittorie tutto sembrava diverso. Ora i risultati ci sono e la fiducia è generale, e questo cambia tutto».
Sul piano personale, Petriccione chiarisce il suo ruolo nello spogliatoio: «Ho trent’anni e devo prendermi delle responsabilità, soprattutto nei momenti difficili. Il mio compito è dare una mano alla squadra, essere il primo passaggio, il porto sicuro per i compagni. È il mio modo di giocare e mi piace farlo».
Infine, un passaggio sullo spirito del gruppo e sugli ex celebrati dal pubblico: «Abbiamo trovato una identità chiara ed è bello vedere anche lo spirito con cui difendiamo il risultato. Serve anche questo per vincere le partite. Tutti danno il massimo, chiunque entra, senza lamentele: è davvero un bellissimo gruppo e lavorare in questo ambiente è speciale».
Parole che raccontano non solo una vittoria, ma la crescita di una squadra che ha trovato equilibrio, identità e spirito, senza dimenticare le difficoltà superate lungo il cammino.
Biancolino: “Peccato, il pareggio sarebbe stato giusto. Dobbiamo crescere nella gestione della palla”
Dopo la sconfitta di misura rimediata al “Ceravolo”, il tecnico dell’Avellino Raffaele Biancolino analizza con amarezza ma lucidità la gara persa contro il Catanzaro, sottolineando i limiti mostrati dai suoi e gli aspetti positivi da cui ripartire.
«Nel primo tempo siamo stati troppo bassi – ha spiegato l’allenatore – e non riuscivamo a ripartire. Il Catanzaro ha tenuto il pallino del gioco, ma senza creare particolari occasioni da gol». Secondo Biancolino, l’equilibrio della partita è stato spezzato nel momento migliore dei biancoverdi: «Nel secondo tempo, proprio quando stavamo facendo meglio, è arrivato il loro gol e da lì non siamo più riusciti a riprenderla».
Il tecnico irpino riconosce le difficoltà della trasferta: «Sapevamo di affrontare una squadra in un periodo importante e su un campo difficile. È vero che nel primo tempo abbiamo aspettato un po’ troppo, ma non credo che ci abbiano messo così tanto in difficoltà, a parte qualche mischia o situazione sporca fuori area. Non hanno creato grandi occasioni».
Qualcosa in più, però, l’Avellino avrebbe potuto fare: «Abbiamo avuto qualche ripartenza e lì potevamo essere più incisivi, provare a fargli male. Nel secondo tempo siamo stati meglio, abbiamo cercato di metterli in difficoltà e creato qualcosina, ma con un solo tiro importante ci hanno puniti». Il rammarico resta forte: «Secondo me il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, soprattutto per dare continuità al periodo e muovere la classifica».
Biancolino non nasconde la delusione per l’impatto dei cambi: «Mi aspettavo qualcosa in più da chi è entrato. Chiedo sempre una scossa, sia a chi parte dall’inizio sia a chi subentra. Serviva più energia per provare a riprendere la partita, ma sapevamo che sarebbe stato difficile. Complimenti comunque al Catanzaro».
Sul momento della squadra, il tecnico evidenzia un miglioramento nella fase difensiva, ma anche un problema evidente in attacco: «Stiamo difendendo meglio e tenendo bene il campo, però non riusciamo a segnare. Nell’ultimo periodo creiamo poche occasioni e non riusciamo a concretizzarle. È questo l’aspetto su cui dobbiamo lavorare di più».
Per quanto riguarda il sistema di gioco, Biancolino chiarisce: «Mi adatto molto a quello che vedo in settimana e alle caratteristiche dei ragazzi. Molti sono abituati a giocare a tre e a essere più equilibrati. La difesa sta reggendo, il centrocampo lavora, ma mi aspetto sempre qualcosa in più davanti. Questa è la Serie B: non sempre chi crea di più vince, bisogna saper muovere la classifica».
Spazio anche alle scelte iniziali e alle condizioni fisiche di alcuni elementi: «La partita l’avevamo preparata in modo diverso, cercando di andare a prenderli un po’ più alti. Alcune scelte sono state condizionate anche da problemi fisici avuti in settimana, ma non cerco alibi».
Parole che fotografano un Avellino in crescita difensiva ma ancora fragile sotto porta, chiamato ora a trasformare le buone sensazioni in punti concreti per la classifica.
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