Catanzaro-Paganese 1-1: Le conferenze post partita

Il Catanzaro secondo Dionigi: una squadra che non si arrende mai

Dopo Catanzaro Paganese 1-1, la squadra guidata da Davide Dionigi ha dimostrato spirito combattivo e voglia di giocare, anche contro un avversario in salute e reduce da quattro risultati positivi. La partita è stata segnata da momenti di difficoltà, soprattutto nel primo quarto d’ora del secondo tempo, ma la squadra non si è mai arresa, mostrando una mentalità propositiva e coraggiosa.

Nonostante alcune assenze importanti, i giallorossi sono riusciti a mantenere un approccio offensivo, cercando di sviluppare trame di gioco e ripartenze efficaci. “Abbiamo meritato il pareggio – ha commentato l’allenatore – non si gioca a calcio solo per due ripartenze. La squadra ha corso più dell’avversario e ha mantenuto l’identità anche nelle difficoltà”.

Durante la partita, il Catanzaro ha alternato momenti di possesso palla strutturato a fasi difensive attente, cercando di sfruttare le ripartenze. L’allenatore ha sottolineato come l’adozione di un modulo diverso non abbia alterato la filosofia di gioco: “Se vogliamo stare tutti dietro e ripartire, subiamo meno, ma non sarebbe la mentalità di questa squadra. Noi vogliamo sempre giocare e attaccare”.

Un elemento centrale della gara è stato l’apporto di Gomez, autore di tre parate strepitose, che hanno impedito all’avversario di prendere un vantaggio più ampio. La squadra ha pagato qualche errore individuale e la mancanza di lucidità in alcune fasi di conclusione, ma ha saputo reagire, dimostrando determinazione e resilienza.

Il tecnico ha inoltre evidenziato l’importanza della crescita dei giovani: “Essere tra le società che danno più spazio ai giovani richiede pazienza. Alcuni errori sono normali e giustificabili, ma l’identità della squadra resta chiara e coerente”.

In conclusione, il pareggio del Catanzaro va visto come un bicchiere mezzo pieno: una squadra che non solo resiste alle difficoltà, ma continua a proporre gioco, attaccare e credere nei propri mezzi, mostrando una mentalità che può fare la differenza nel proseguo del campionato.

Favo orgoglioso: “Grande prestazione, ma ci mancano ancora quei punti”

CATANZARO – Finisce 1-1 il confronto tra Catanzaro e Paganese, un pareggio che lascia più soddisfazione che rammarico nelle parole di mister Massimiliano Favo, intervenuto in sala stampa al termine della gara. Il tecnico azzurrostellato ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, sottolineando crescita, identità e margini di miglioramento.

“È la nostra storia, purtroppo: per vincere dobbiamo sempre fare un gol in più”, ha esordito Favo, richiamando le difficoltà tipiche di una squadra giovane e in costruzione. “Non ho visto palle lunghe: cerchiamo sempre di giocare, questa è la nostra idea”.

La Paganese, infatti, ha tenuto testa al Catanzaro in un campo prestigioso, disputando una partita coraggiosa e organizzata. “Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto – ha spiegato il tecnico –. Dispiace per il risultato finale, perché vincere qui ci avrebbe permesso un bel salto in classifica”.

Il rammarico è legato soprattutto ai punti lasciati per strada, spesso per episodi o ingenuità: “Questi piccoli punti alla fine servono. Spero che non dovremo rimpiangerli”, ha ammesso Favo, pur ribadendo la fiducia nel percorso intrapreso.

Non è la prima volta che la Paganese esce bene dal campo senza raccogliere l’intera posta: Catania, Siracusa, Lecce sono solo alcuni esempi citati dal tecnico. “Anche contro la capolista Lecce non ci siamo accontentati e abbiamo fatto una buona partita”.

Sull’episodio di tensione finale, Favo minimizza: “Gli animi erano caldi, ho visto anche mister Vivarini accalorato. Qualche parola di troppo può succedere in questa categoria”.

Dal punto di vista tattico, la Paganese ha saputo adattarsi bene: il Catanzaro, atteso con il 3-4-1-2, si è presentato con un assetto più vicino al 4-2-3-1, concedendo spazi tra le linee. “Siamo stati bravi a leggere subito la partita”, ha sottolineato l’allenatore.

Tra i singoli, menzione speciale per Cesaretti, giocatore di qualità e esperienza, e soprattutto per Scarpa, quasi 39 anni ma ancora decisivo: “È un esempio per tutti, dentro e fuori dal campo. Non finirò mai di ringraziarlo: questi sono i giocatori che insegnano davvero ai giovani”.

Infine, una risposta netta a chi parla di gioco diretto: “La nostra idea è verticalizzare centralmente, creare superiorità numerica. A volte sbagliamo e paghiamo, ma se ci credi alla lunga i risultati arrivano”.

La Paganese torna da Catanzaro con un punto e molte certezze: una squadra giovane, in crescita, che gioca con coraggio. Il cammino è ancora lungo, ma la direzione sembra quella giusta.

Catanzaro–Paganese 1-1, Zanini: “Pareggio giusto, ma dobbiamo essere più concreti”

Al termine di Catanzaro–Paganese, match conclusosi sull’1-1, Matteo Zanini si è presentato in sala stampa per analizzare una gara definita dallo stesso centrocampista giallorosso come “strana”, soprattutto per il momento della stagione in cui è arrivata.

“Quando vai in svantaggio diventa tutto più complicato – ha spiegato Zanini – perché siamo una squadra che prova sempre a fare gioco. Se vai sotto, diventa più difficile trovare spazi e mantenere lucidità”. Il Catanzaro, infatti, ha faticato a essere incisivo negli ultimi metri, pur costruendo diverse situazioni offensive.

La sosta ha influito sull’andamento della partita: “Dopo lo stop perdi un po’ il ritmo gara, non tanto dal punto di vista del fiato, ma più nelle gambe e nella continuità del gioco. È stata una partita particolare”. Nonostante questo, i giallorossi hanno creato diverse occasioni e, secondo Zanini, il pareggio è un risultato giusto: “Un po’ di fortuna nel finale c’è stata, ma abbiamo avuto tante opportunità. Alla fine il pareggio ci sta”.

Un passaggio importante riguarda la giovane età della squadra, che secondo Zanini ha inciso su alcune scelte: “Siamo ancora un po’ immaturi. Abbiamo concesso contropiedi che non dovevamo concedere, nemmeno sullo 0-0, figuriamoci sull’1-0. In questo campionato, se vai sotto di due gol, è molto difficile rientrare”.

La frenesia è stata uno degli aspetti negativi della gara, ma il Catanzaro ha comunque mostrato buone condizioni fisiche: “Stiamo bene, abbiamo fatto 90 minuti avanti e indietro. Tenere di più il pallone ci aiuterebbe anche a essere più lucidi e concreti sotto porta”.

Zanini ha poi sottolineato come la squadra riesca ad arrivare spesso nell’area avversaria, ma debba migliorare nella finalizzazione: “Creiamo gioco e arriviamo là davanti, però dobbiamo essere più cattivi e concreti”.

Infine, i complimenti al portiere avversario Gomez, decisivo con due grandi parate, e una nota sul finale di gara: “Il gesto finale non mi è piaciuto, ci vuole più rispetto. I nostri tifosi lo meritano sempre”.

Catanzaro-Paganese 1-1, Marin analizza il match: “Buona prestazione, ma dobbiamo crescere sotto porta”

Finisce in parità il confronto tra Catanzaro e Paganese, una gara combattuta e ricca di tensione che ha lasciato l’amaro in bocca soprattutto ai giallorossi. L’1-1 finale non soddisfa pienamente la squadra di casa, che ha creato diverse occasioni senza però riuscire a capitalizzarle nel modo giusto. Al termine della partita, in sala stampa, ha preso la parola Marius Marin, uno dei protagonisti del match, che ha analizzato con lucidità quanto accaduto sul terreno di gioco.

Il centrocampista ha innanzitutto commentato il nervosismo emerso durante la gara, spiegando come alcuni episodi abbiano contribuito ad alzare la tensione: “Quando vedi certe situazioni in campo e sembra che gli altri pensino di aver già vinto la partita, poi iniziano a succedere delle cose che fanno innervosire tutti”. Un clima non semplice, che ha influito sull’andamento del match ma che, secondo Marin, non ha cancellato quanto di buono fatto dalla sua squadra.

Nonostante il risultato, il giudizio sulla prestazione resta complessivamente positivo: “Noi abbiamo giocato bene, abbiamo costruito tanto”, ha sottolineato il calciatore, evidenziando però il vero punto debole emerso contro la Paganese. “Dobbiamo migliorare davanti alla porta: arriviamo spesso al tiro, ma non riusciamo a buttare la palla dentro”. Un limite che sta pesando in termini di classifica e che il Catanzaro dovrà necessariamente correggere nelle prossime settimane.

Marin ha poi allargato l’analisi anche alla fase offensiva, auspicando un salto di qualità generale: “Penso che dobbiamo crescere anche come mentalità nella fase offensiva, avere un pensiero più deciso quando attacchiamo”. Parole che testimoniano la volontà del gruppo di non accontentarsi e di continuare a lavorare per migliorare.

In chiusura, però, una nota di rammarico personale: “Mi dispiace molto perché anche oggi ho preso un’ammonizione e non ci sarò nella prossima partita”. Un’assenza pesante per il Catanzaro, che dovrà fare a meno di uno dei suoi uomini chiave.