L’analisi di Rotella sulla prestazione giallorossa dopo Catanzaro Sampdoria
Al termine di Catanzaro Sampdoria, arriva una dettagliata analisi delle prestazioni dei giocatori. Con passione e competenza, la professoressa Angela Rotella mette in luce i punti di forza e le aree di miglioramento dei giallorossi, restituendo l’emozione e la grinta di una sfida combattuta fino all’ultimo minuto.
Pigliacelli 7: Sempre più centrale nel gioco del Catanzaro. Non solo affidabile tra i pali, ma vero e proprio regista aggiunto nella costruzione dal basso. Decisivo quando serve, soprattutto nel primo tempo sugli sviluppi di corner e nella ripresa con due interventi di grande istinto che tengono il risultato inchiodato sullo 0-0. Una garanzia.
Cassandro 6: Si trova spesso a fronteggiare un cliente scomodo come Pafundi e sceglie la via della concretezza: lo limita anche ricorrendo al fallo, rimediando un’ammonizione. Nonostante il giallo, resta dentro la partita senza scomporsi, mantenendo ordine e attenzione fino alla fine.
Brighenti 7: Punto di riferimento di una retroguardia in parte rimaneggiata, svolge il compito con maturità e carisma. Dà ordine al reparto, trasmette sicurezza ai compagni e gestisce al meglio le situazioni di gioco, confermando pienamente la sua leadership in fase difensiva.
Frosinini 6: Gara attenta e concreta: interventi tempestivi, alto livello di concentrazione e anche qualche proiezione in avanti favorita dal ruolo di braccetto. Un fastidio muscolare lo obbliga a lasciare il campo nel finale, ma fino a quel momento la sua prestazione è ampiamente convincente.
Favasuli 6: Non mostra alcun timore reverenziale nei confronti di Giordano che sfida a duello costantemente. Tiene botta in fase difensiva e non rinuncia a spingersi in avanti quando ne ha l’occasione, cercando di dare equilibrio e ampiezza sulla corsia.
Rispoli 6: Si inserisce con continuità nella gestione del pallone, dividendosi i compiti di regia con Petriccione. Tenta anche la conclusione dalla lunga distanza, senza esito, ma garantisce comunque equilibrio, ordine e presenza costante in mezzo al campo.
Petriccione 5,5: Alterna buone giocate a qualche errore di troppo e rischia grosso nonostante l’ammonizione ricevuta. Serata non brillantissima per il metronomo giallorosso.
D’Alessandro 5,5: Sulle corsie esterne fatica a trovare varchi e per questo tende spesso a stringere verso il centro, dove però viene ingabbiato dalla mediana blucerchiata. L’impegno e la disponibilità non difettano, ma l’efficacia delle sue giocate rimane ridotta.
Iemmello 5,5: Agisce da regista offensivo, ruolo in cui sembra anche a suo agio. Si muove molto, prova a legare il gioco, ma in alcune circostanze in cui potrebbe essere decisivo, lancia in avanti i suoi compagni.
Cissé 6: Le qualità non mancano e il margine di crescita è notevole, come conferma il sinistro potentissimo che nella ripresa fa vibrare la traversa. Dopo quell’episodio, però, indulge in qualche giocata di troppo e cala in efficacia.
Pittarello 6: Combatte su ogni pallone, cerca con insistenza di aprirsi un varco nella retroguardia della Sampdoria. Tenta diverse soluzioni, anche nel gioco aereo, ma non riesce mai a trovare lo spazio giusto per essere davvero pericoloso.
Liberali 6,5: Dal 66’ sostituisce Iemmello. Impatta in modo decisamente vivace entrando con grande energia e in pochi minuti si costruisce due occasioni interessanti dando la sensazione di poter cambiare l’inerzia del match.
Pandolfi 5: Dal 66’sostituisce Pittarello. Ingresso in sordina: tocca pochi palloni e fatica a entrare nel vivo del gioco.
Di Francesco s.v. Dal 76’sostituisce D’Alessandro.
Buglio s.v. Dal 76’sostituisce Rispoli
Bashi s.v. Dall’82’ sostituisce Frosinini.
Alberto Aquilani 6: Al Ceravolo va in scena una partita avara di emozioni, condizionata dal vento e dall’atteggiamento prudente di entrambe le squadre. Una gara bloccata, con pochi squilli e tanta attenzione a non scoprirsi.
Vero è che il Catanzaro mantiene il controllo del palleggio per lunghi tratti, ma il predominio territoriale non si traduce in una produzione offensiva all’altezza. La squadra resta compatta e concede poco, ma davanti serve ritrovare brillantezza e incisività per fare il salto di qualità.
















