Catanzaro Virtus Entella 3-2: La pagella di Angela Rotella

Catanzaro Virtus Entella
Catanzaro Virtus Entella

Le pagelle del Catanzaro: l’analisi di Rotella sulla prestazione giallorossa dopo Catanzaro Virtus Entella 3-2

Le pagelle di Angela Rotella, tifosa giallorossa: al termine di Catanzaro Virtus Entella, chiusa 3-2, arriva una dettagliata analisi delle prestazioni dei giocatori. Con passione e competenza, la professoressa Rotella mette in luce i punti di forza e le aree di miglioramento dei giallorossi, restituendo l’emozione e la grinta di una sfida combattuta fino all’ultimo minuto.

Pigliacelli 6,5

Incolpevole sui due gol subiti, si fa trovare pronto quando conta: nel finale respinge il destro velenoso di Karic che poteva valere il pari.

Cassandro 6.5

Un avvio un po’ sofferto poi cresce e firma il bel gol di testa che rimette in carreggiata le Aquile. Sfortunato quando centra la traversa sul possibile 4-2.

Antonini 5.5

Purtroppo provoca il calcio di rigore concesso alla Virtus Entella già al 12’ e che costa il rigore dello 0-1. Soffre la profondità.

Brighenti 6
Inizialmente evidenzia qualche difficoltà rispetto ai diretti avversari Parodi-Bariti, poi ci mette una pezza e da’ tutto ciò di cui è capace. Peccato per il giallo che gli costerà la squalifica e l’assenza in quel di Modena.

Favasuli 6.5

Alterna momenti di brillantezza a piccole sbavature, ma si procura il penalty che rilancia i giallorossi. Incide sia in fase propositiva sia in copertura.

Petriccione 6.5

Si mette in moto gradualmente, ma quando si accende impone ritmo e costruzione, distribuisce gioco con intelligenza illuminando la manovra.

Pontisso 7.5 

Man of the match: la sua accelerazione al 20′ scuote la squadra. Glaciale e implacabile dal dischetto, domina la mediana con ritmo, inserimenti e lucidità.

Rispoli 6

Il numero 32 giallorosso effettua il consueto lavoro silenzioso fatto di corsa e di sacrificio sempre con un buon posizionamento. Parte in affanno, ma cresce col passare dei minuti.

D’Alessandro 6

Due assist da manuale: precisione, qualità e visione di gioco. Ma ancora non si riesce a godere del suo reale potenziale. Lo aspettiamo!

Cissè 6

In movimento perpetuo sulla fascia, va vicino al gol con un ottimo destro a giro ed è costantemente pericoloso quando affronta l’avversario. Sull’eurogol straordinario di Bariti perde però un pallone sanguinoso.

Iemmello 6.5

Nei momenti decisivi lo Zar fa la differenza: colpo di testa da vero centravanti che regala il gol vittoria. Indiscutibile punto di riferimento in campo.

Bettella 6.5

Dal 46’ sostituisce Antonini. Buona prestazione del difensore che entra con cattiveria agonistica, anticipa tutto e tutti. Porta ordine.

Frosinini 6

Dal 68’ sostituisce D’Alessandro. Blocca il momento di maggiore intensità dei biancocelesti, rallentandone l’assalto.

Buglio 6

Dal 68’ sostituisce Pontisso. Il suo ingresso in campo non significa solo difendere, ma anche riconquistare palloni, calciare qualche punizione e interrompere il gioco avversario, compito che ha svolto con successo.

Pittarello 6

Dal 73’ sostituisce Iemmello.Tiene palla e fa respirare la squadra nel finale.

Alesi s.v. Dall’ 81’ sostituisce Petriccione

Alberto Aquilani 6

Partenza complicata, come contro il Pescara. Ma il Catanzaro reagisce da squadra e porta a casa tre punti fondamentali. Dalla cintola in su si vede gioco e qualità, dietro resta qualcosa da registrare.

Il Catanzaro vince, sì. Tre punti fondamentali, sì. Ma sarebbe un errore gigantesco scambiare questa sofferta vittoria per una guarigione definitiva. Perché ancora una volta la squadra di Aquilani si è concessa un primo tempo di inspiegabile smarrimento, regalando all’Entella metri, iniziativa e persino un rigore frutto dell’ennesima distrazione difensiva. E questo, in un campionato feroce come la Serie B, è un lusso che non ci si può più permettere.

La reazione c’è stata – come quasi sempre – ma non può essere un alibi. È positivo che D’Alessandro illumini e che Pontisso trascini, è confortante che Iemmello continui a segnare gol pesanti. Ma dietro si balla, eccome se si balla: basta un contropiede, un pallone sporco, un duello perso per mandare in tilt un reparto che non riesce mai davvero a dare la sensazione di essere solido. Si avvertire un senso di terrore, quasi paura, una sorta di instabilità emotiva che va quanto prima risolta.

E allora sì, i tre punti riportano in zona playoff e salvano la serata. Ma il campanello d’allarme deve suonare forte. Perché il Catanzaro continua a vivere di folate, di talento individuale e di fiammate estemporanee, non di una struttura chiara e continuativa. E nel lungo periodo questo può diventare un problema serio.

A Modena servirà ben altro: non solo l’orgoglio, non solo il cuore, ma una squadra che entra in campo per giocare, non per dover inseguire ancora una volta i propri errori. La vittoria di oggi è preziosa, ma non deve mascherare ciò che resta irrisolto.
Il campionato non aspetta nessuno. Tantomeno chi continua a regalare un tempo agli avversari e chi trema davanti all’avversario.