Crotone, vittoria con autocritica: Longo evidenzia sofferenza e punti da migliorare
Dopo settimane complicate e risultati inferiori alle aspettative, il Crotone ritrova ossigeno e fiducia superando con autorità il Sorrento per 3-1 allo stadio Ezio Scida. Una prestazione solida, quella offerta dagli uomini di Longo, che hanno saputo imporre fin da subito il proprio ritmo contro un avversario generoso ma mai realmente in grado di impensierire i rossoblù.
La gara si è sbloccata grazie al rigore trasformato da Gomez, che ha dato il via a un pomeriggio positivo per i pitagorici. Poco dopo è arrivato il raddoppio di Maggio, a conferma di un dominio tecnico e territoriale. Il Sorrento ha provato a rimettere in discussione l’incontro con il gol di Sabbatani, ma il tentativo di rimonta si è presto spento, complice anche la pronta reazione del Crotone, che con Piovanello ha firmato il definitivo 3-1.
Oltre al risultato, ciò che ha colpito è stato l’atteggiamento della squadra: la volontà di lasciarsi alle spalle le incertezze emerse nelle ultime partite giocate allo Scida e di correggere quegli errori che avevano rallentato la corsa in campionato. La vittoria contro i campani allenati da Conte rappresenta quindi non solo una boccata d’aria in classifica, ma anche un segnale di continuità e determinazione.
Il Crotone prova ora a rilanciare le proprie ambizioni, consapevole che la strada per tornare protagonista passa anche dalla capacità di dare seguito a prestazioni come quella di oggi. Il prossimo impegno sarà sul campo del Cerignola, un banco di prova importante per capire se la squadra ha definitivamente imboccato la strada giusta.
Crotone-Sorrento 3-2: tre punti e consapevolezza, Longo chiede più concretezza
Il Crotone torna a respirare con il 3-1 rifilato al Sorrento, ma la vera fotografia della serata non è soltanto nel tabellino: è nella lunga e intensa conferenza stampa di mister Longo, che dopo il successo non si limita ai complimenti, ma apre una riflessione profonda sul percorso della sua squadra. Una vittoria importante, certo, ma incastonata — nelle parole dell’allenatore — in un cammino che resta complesso, fatto di progressi, cadute, margini di miglioramento e una maturità ancora da consolidare.
Longo parte analizzando l’avvio di gara, ammettendo senza giri di parole che nei primi 20 minuti il Crotone ha sofferto. «Non possiamo pensare di dominare per 90 minuti», spiega, sottolineando come il campionato imponga equilibrio e capacità di attraversare i momenti difficili. Una volta trovato il vantaggio, il Crotone avrebbe potuto chiudere l’incontro molto prima, perché — ricorda il tecnico — le occasioni non sono mancate: almeno quattro, chiarissime. «La squadra ha qualità, ma serve più concretezza. Non possiamo accontentarci di un rigore per sbloccare le partite», ribadisce.
Nella ripresa, invece, qualcosa si inceppa. Il Sorrento cambia assetto e il Crotone fatica a leggere alcune situazioni in mezzo al campo, soffre, si allunga, concede. È il punto nevralgico del discorso di Longo: la sofferenza non è un limite, ma un passaggio obbligato di crescita. «Dobbiamo accettare i momenti in cui le cose non girano. È lì che la squadra deve rimanere compatta. E oggi lo è stata». Una frase semplice, ma che sintetizza bene la sua idea di calcio: non esiste un percorso lineare, esiste la capacità di resistere.
L’allenatore non evita neppure il tema arbitrale, che lo accompagna da diverse settimane. Senza toni eccessivi, ma con fermezza, ricorda alcuni episodi poco chiari, da Salerno al match odierno, chiedendo maggiore comunicazione da parte dei direttori di gara. «Gli arbitri possono sbagliare, come noi. Ma a volte mancano spiegazioni chiare. Questo genera confusione». Una puntualizzazione che non vuole trasformarsi in alibi, perché poco dopo Longo ribadisce che i risultati dipendono innanzitutto da ciò che fa la sua squadra.
Il discorso scivola poi sugli aspetti tecnico-tattici. L’allenatore riconosce che il Crotone non è una squadra capace di addormentare la partita, né di abbassare il ritmo quando sarebbe necessario. «Non siamo tagliati per farlo», ammette. E in effetti, quando il Crotone si abbassa, finisce per soffrire di più rispetto a quando mantiene intensità e aggressività. Un tratto identitario che può essere una risorsa, ma anche una debolezza.
C’è spazio anche per i complimenti ai singoli: Gomez, sempre più incisivo; Maggio, in crescita costante; Piovanello, determinante e generoso. E un accenno ai più giovani, che troveranno spazio, ma senza bruciare tappe. «Ora mi sono affidato ai più esperti per dare stabilità. Ma i ragazzi ci sono e li vedremo presto».
Il concetto chiave, però, resta uno: il Crotone deve accumulare “ore di volo”, crescere nella gestione emotiva e nella lettura dei momenti delle partite. È una squadra che sa attaccare, correre, creare, ma che deve imparare a respirare, a gestire, a non smarrirsi quando l’avversario alza la voce. «La partita di oggi conferma che siamo sulla strada giusta — dice Longo — ma dobbiamo continuare a lavorare. Non ci saranno gare semplici da qui alla fine, e dobbiamo accettare anche il sacrificio».
La vittoria sul Sorrento, quindi, vale più dei tre punti: vale come tappa del percorso. Un passo avanti che non cancella le difficoltà, ma che mostra una squadra viva, compatta, determinata. E nelle parole del suo allenatore c’è la consapevolezza che la crescita passa anche da analisi scomode e autocritiche necessarie. Il prossimo appuntamento, a Cerignola, dirà se questa nuova consapevolezza saprà trasformarsi in continuità.


















