Magnifici Incontri: intervista a Massimo Palanca | Soverato

Un Incontro Magnifico e Inaspettato con Massimo Palanca sul Lungomare di Soverato

Ci sono serate che restano impresse nella memoria per i motivi più imprevedibili. La mia è stata una di quelle. Ero andato al concerto di Gianni Morandi, pronto a godermi la musica e l’atmosfera della serata, quando, quasi per caso, mi sono ritrovato faccia a faccia con Massimo Palanca. Non era un’intervista programmata, non avevo alcun microfono pronto, eppure il destino aveva in serbo per me un “incontro magnifico”.

Sul lungomare di Soverato, tra il vociare dei passanti e le luci della sera, ci siamo incrociati. Ho riconosciuto subito il sorriso e i folti baffi che tanti tifosi del Catanzaro ricordano con nostalgia. Per chi, come me, ama il calcio e segue la storia del Catanzaro, Massimo Palanca non è solo un ex calciatore, è un’icona, il re del pallone di quelle stagioni indimenticabili tra gli anni settanta e ottanta.

Palanca è nato a Loreto nel 1953 e ha scritto pagine memorabili della storia giallorossa. Nel 1977-78 è stato capocannoniere della Serie B con 18 reti, conquistando la seconda promozione in massima Serie. L’anno successivo ha brillato in Coppa Italia, laureandosi nuovamente capocannoniere e portando il Catanzaro fino alle semifinali. La sua carriera è stata un susseguirsi di talento, dedizione e giocate che i tifosi ricordano ancora oggi con ammirazione.

Durante la nostra chiacchierata improvvisata, gli ho chiesto della situazione attuale dell’US Catanzaro. Con un sorriso sincero e un tono positivo, Palanca ha definito la società “abbastanza solida”, aggiungendo che qualcosa sta cambiando. Le sue parole hanno acceso un filo di speranza tra i tifosi che, come me, continuano a seguire la squadra del cuore con passione.

Nonostante il ritiro dal calcio sia ormai lontano, l’eredità di Palanca è palpabile: tecnica sopraffina, personalità carismatica e quel legame indelebile con i colori giallorossi che nessun tempo può cancellare. In quel momento, tra una risata e un ricordo condiviso, ho realizzato quanto fosse prezioso incontrare una leggenda così per caso, senza preparazione, senza telecamere pronte, ma con tutta l’autenticità che solo un incontro fortuito può regalare.

Quella sera, il lungomare di Soverato non ha solo ascoltato la voce di Gianni Morandi: ha rivissuto emozioni, ricordi e storie di calcio grazie a Massimo Palanca. E io, con il video di quel momento, porto a casa non solo un’intervista, ma un pezzo di storia da condividere con tutti voi.

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