Paolo Rossi: un altro triste addio in questo 2020

Paolo Rossi con la maglia del Perugia

Il 2020, di certo, non verrà solo ricordato per la pandemia da Covid-19 ma anche per la scomparsa di alcuni personaggi illustri, dalla politica allo sport. Per quanto concerne il mondo sportivo, dopo la morte di Maradona, avvenuta lo scorso 25 novembre, quest’oggi è venuto a mancare Paolo Rossi. L’attaccante della nazionale italiana, il quale aveva trascinato verso la vittoria gli azzurri nel Mondiale del 1982, aveva 64 anni ed era affetto da un male incurabile.

Il suo sorriso contagioso e le braccia aperte dopo ogni goal

Paolo Rossi incarnava l’esempio concreto della genuinità del calciatore degli anni 70/80. Per di più, in quel periodo il calcio veniva visto come una forma di rivalsa sociale più che come lavoro vero e proprio. Inoltre, era un mondo in cui i soldi contavano molto meno della gioia che si provava nel far goal e nel far gioire i tifosi. Pablito, appellativo che gli venne assegnato dopo il Mondiale dell’82, quella gioia la dimostrava ogni qual volta riuscisse a gonfiare la rete. Per di più, sorrideva come se fosse sempre la prima volta ed alzava le braccia al cielo. Un gesto, quest’ultimo, in segno di ringraziamento, probabilmente, nei confronti di chi gli aveva dato questo grande talento.

Cinque gli incroci in carriera con il Catanzaro

Gli anni più importanti della carriera di Paolo Rossi si sono incrociati con gli anni di gloria del Catanzaro Calcio in Serie A. Per di più, l’attaccante toscano, con le maglie di Vicenza, Perugia e Juventus, ha calcato il prato del Ceravolo in quattro delle cinque partite disputate contro i calabresi. L’unica siglatura, però, è arrivata nella stagione 77/78, in Coppa Italia, con la maglia biancorossa del Vicenza. Per di più, il suo score personale contro i giallorossi è di 2 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta.

La redazione di CalabriaMagnifica.it, con in testa il direttore responsabile Luigi Mussari, si stringe al dolore della famiglia.