Solo un pari per il Cosenza: il Sorrento punisce un errore nel finale
Al “Viviani” di Potenza va in scena un match vibrante tra Sorrento e Cosenza, terminato con un 2-2 che lascia più rimpianti che soddisfazioni alla squadra di Buscè. I calabresi, protagonisti di una buona prova sul piano del gioco, sprecano un vantaggio costruito con determinazione e si vedono raggiungere da un Sorrento mai domo, capace di approfittare di una grave ingenuità difensiva nel finale.
L’avvio è tutto di marca rossoblù: dopo appena tredici minuti, Langella batte un corner perfetto e Ricciardi, ben piazzato, trafigge Harrasser con un destro potente che vale lo 0-1. Il Cosenza, rinnovato in mezzo al campo con Contiliano al posto di Garritano e Dalle Mura in difesa, mostra solidità e controllo del ritmo nella prima mezz’ora. Tuttavia, alla prima vera distrazione, viene punito: al 29’ Matera trova Plescia con un cross calibrato e l’attaccante campano svetta in area battendo il portiere per l’1-1. Da quel momento, i padroni di casa alzano il baricentro, mentre i calabresi faticano a mantenere fluidità nella manovra, e il primo tempo si chiude in equilibrio.
La ripresa si apre senza cambi ma con ritmi più alti. Il Sorrento prova a spingere inserendo Riccardi, mentre il Cosenza risponde con le iniziative di Cimino, vicinissimo al gol al 58’ ma fermato da un prodigioso intervento di Carillo sulla linea. Buscè rinfresca la squadra con Garritano e Cannavò, e i risultati non tardano: al 75’, cross preciso di Ricciardi e colpo di testa vincente di Cimino per l’1-2.
Sembra fatta, ma al 79’ un nuovo blackout difensivo condanna i rossoblù. D’Ursi, lasciato libero di calciare, insacca alle spalle di Micai su assist di Santini per il definitivo 2-2. Nel finale il Cosenza prova a riportarsi avanti, reclamando anche un sospetto tocco di mano in area, ma l’arbitro lascia correre.
Un punto che pesa più come un’occasione mancata che come un risultato positivo: il Cosenza conferma buone trame offensive e una crescita nella gestione del possesso, ma i soliti cali di concentrazione continuano a compromettere la solidità della squadra. Tra i migliori in campo Langella e Ricciardi, mentre la difesa resta il principale nodo da sciogliere per Buscè.


















