Giannone, il riscatto del fantasista: “Se giochiamo come sappiamo, possiamo mettere in difficoltà chiunque”
CATANZARO 19 SETT 2025 – Talento, grinta, orgoglio e voglia di rivincita. Luca Giannone è tornato a parlare e lo fa con la consapevolezza di chi ha imparato dai propri errori. Nella conferenza infrasettimanale dell’US Catanzaro 1929, il numero 10 giallorosso si è raccontato con sincerità, tra il ricordo di un passato da riscattare e la fiducia in un futuro ancora tutto da scrivere.
Giannone, estro e tecnica purissima, è da sempre uno dei giocatori più amati ma anche più discussi della rosa. Il suo mancino, capace di inventare calcio dal nulla, aveva illuminato la prima parte della scorsa stagione — memorabile la prodezza all’incrocio dei pali contro il Catania al “Massimino” — prima di un episodio che ne ha oscurato il percorso: quel rigore sbagliato a Castellammare di Stabia, calciato con troppa leggerezza, che lo fece scivolare ai margini delle rotazioni e del cuore dei tifosi.
Eppure, il destino ha voluto dargli un’altra chance. In estate, mentre molti pensavano a un addio scontato, Giannone si è presentato in ritiro a Moccone con umiltà e determinazione, lavorando in silenzio e senza mai polemizzare. Alla chiusura del mercato, il 2 settembre, nessuna cessione: il fantasista resta a Catanzaro, pronto a rimettersi in gioco.
“Siamo partiti alla grande – esordisce Giannone –. Solo con il Bisceglie potevamo fare meglio, ma dobbiamo proseguire con questa mentalità. Io sto bene e, anche se parto spesso dalla panchina, quando entro voglio sempre lasciare il segno.”
Il ritorno al gol, proprio dal dischetto contro la Sicula Leonzio, è stato il momento della liberazione personale: “Appena ho visto il pallone sul dischetto mi sono tornati in mente i ricordi di Stabia. Ci tenevo tanto a segnare. Quel rigore sbagliato è stato un peccato di presunzione, un errore grave che mi è servito da lezione. Mi dispiace ancora, ma mi è servito per crescere.”
Poco minutaggio finora, ma un atteggiamento esemplare e una grande conoscenza del gioco del mister: “Non è semplice entrare a gara in corso, ma chi è qui da un po’ conosce bene i meccanismi del tecnico e questo ci aiuta. All’inizio sembrava che dovessi andare via, poi allenandomi con costanza ho riconquistato fiducia. I compagni e la piazza mi sono stati vicini: l’applauso ricevuto a Monopoli mi ha commosso. In fondo, non ho mai davvero pensato di lasciare Catanzaro.”
Ora lo attende un tour de force con tre partite in dieci giorni, occasione per trovare più spazio e confermare il suo valore: “Mi aspetto di giocare qualcuna di queste gare – ammette – ma le scelte del mister finora hanno pagato. L’importante è che la squadra continui a fare punti. A Viterbo ci aspetta una sfida tosta, ma noi faremo il nostro gioco. Il campionato è equilibrato, con tante squadre competitive: serve continuità e concentrazione, giornata dopo giornata.”
Giannone sa che il Catanzaro può recitare un ruolo da protagonista, a patto di evitare le leggerezze del passato: “Quando vinci cresce la consapevolezza del gruppo. Se giochiamo come sappiamo, possiamo mettere in difficoltà chiunque. L’anno scorso abbiamo perso punti preziosi contro le piccole: dobbiamo imparare da quegli errori. La squadra è rimasta quasi la stessa e questo ci aiuterà a fare meglio.”
Determinato, maturo e consapevole: il fantasista di Pomigliano sembra aver ritrovato se stesso. Dopo aver superato il peso di quel rigore e riconquistato il rispetto dell’ambiente, Giannone oggi guarda avanti, pronto a trasformare la delusione in forza e la critica in motivazione. Perché il suo mancino, quando è ispirato, può ancora accendere il “Ceravolo” come pochi altri.

















