Alta velocità 2040: la Calabria resta ai margini

treni, alta velocità
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La Calabria esclusa dal Piano Europeo dell’Alta Velocità 2040: i collegamenti veloci nel Sud Italia rimandati fino al 2050, mentre il Nord Europa accelera con nuove tratte ferroviarie

Per la Calabria e per l’intero Mezzogiorno d’Italia il futuro dell’alta velocità ferroviaria sembra allontanarsi ancora. Il nuovo Piano Europeo dei trasporti, presentato dalla Commissione UE e pensato per essere completato entro il 2040, non prevede infatti il prolungamento delle linee ad alta velocità nel Sud della penisola, lasciando scoperta un’area già storicamente penalizzata sul fronte infrastrutturale.

Nel video diffuso dai commissari europei Raffaele Fitto (Politica regionale) e Apostolos Tzitzikostas (Trasporti), viene spiegato che le tratte ferroviarie ad alta velocità e le opere connesse – tra cui il discusso collegamento stabile sullo Stretto di Messina – entreranno in fase di realizzazione solo a partire dal 2050. Una data che, nei fatti, rimanda di altri venticinque anni l’arrivo di collegamenti veloci in Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia.

Il progetto europeo, denominato Ten-Tad, prevede un investimento complessivo di 345 miliardi di euro con l’obiettivo di rivoluzionare la mobilità ferroviaria nel continente. I benefici attesi riguarderanno soprattutto il Nord Europa: dove, per esempio, il viaggio tra Copenaghen e Berlino sarà ridotto da sette a quattro ore, mentre la tratta Tallinn-Riga verrà coperta in appena un’ora e quarantacinque minuti.

Una trasformazione significativa per molti Paesi, ma che lascia fuori le regioni meridionali italiane, nonostante la linea Salerno-Reggio Calabria venga da anni indicata come strategica per l’integrazione nazionale ed europea. L’assenza di tale tratta nel piano 2040 appare dunque come un passo indietro e alimenta il timore di un nuovo squilibrio territoriale.

Per la Calabria, l’esclusione si traduce nella prospettiva concreta di restare ancora isolata dai corridoi veloci dell’Europa, con conseguenze su mobilità, turismo, competitività e sviluppo economico. Una condizione che, denunciano amministratori locali e associazioni di categoria, rischia di condannare il Mezzogiorno a un ulteriore ritardo infrastrutturale proprio mentre altri territori accelerano.

Al momento, dunque, per l’alta velocità verso il Sud non resta che attendere: le prime vere opportunità si prospettano solo dopo il 2050. Ma la domanda che cresce, in Calabria come nel resto del Meridione, è sempre la stessa: quanto ancora dovrà aspettare il Sud per viaggiare alla stessa velocità del resto d’Europa?