Autovelox, in Calabria quattro dispositivi spenti dopo la riforma

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Riforma autovelox, primi effetti in Calabria: spenti quattro dispositivi su 56

Quattro autovelox spenti in Calabria dopo l’entrata in vigore delle nuove regole sull’omologazione dei dispositivi per il controllo elettronico della velocità. A renderlo noto è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che ha fatto il punto sulla situazione regionale a pochi giorni dall’avvio della nuova disciplina.

Secondo i dati comunicati dal Ministero, in Calabria risultano attualmente omologati 52 dispositivi sui 56 complessivamente dislocati sul territorio regionale. Quattro apparecchi, dunque, sono stati disattivati in seguito all’entrata in vigore della riforma sugli autovelox, sostenuta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Il nuovo quadro normativo, diventato operativo il 12 luglio 2026, punta a stabilire criteri uniformi per l’omologazione e l’utilizzo degli strumenti destinati alla rilevazione automatica della velocità. Un intervento che arriva dopo anni di incertezze e contenziosi, alimentati soprattutto dalla distinzione tra dispositivi semplicemente “approvati” e apparecchi effettivamente “omologati”.

«Dopo 34 anni si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all’individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati», si legge nel comunicato diffuso dal Ministero.

La nuova disciplina introduce infatti requisiti più precisi per garantire l’affidabilità delle apparecchiature e la validità delle rilevazioni. Al centro delle nuove regole ci sono omologazione, taratura e verifiche periodiche di funzionalità, con l’obiettivo dichiarato di rendere omogenei i controlli su tutto il territorio nazionale e ridurre le controversie legate alle sanzioni per eccesso di velocità.

Il provvedimento assume particolare rilevanza anche alla luce dei numerosi ricorsi che negli ultimi anni hanno interessato le multe elevate attraverso dispositivi la cui omologazione è stata oggetto di contestazione. Con le nuove disposizioni, l’intenzione è quella di definire con maggiore chiarezza quali apparecchi possano essere utilizzati per l’accertamento delle violazioni e a quali condizioni.

Per gli automobilisti, tuttavia, l’entrata in vigore delle nuove norme non comporta la cancellazione automatica delle vecchie multe. Le sanzioni relative a infrazioni commesse prima dell’applicazione della nuova disciplina continuano a essere valutate sulla base del quadro normativo e degli orientamenti giurisprudenziali applicabili ai singoli casi. Allo stesso modo, la nuova normativa non elimina in assoluto la possibilità di presentare ricorso contro un verbale, qualora emergano eventuali irregolarità nell’utilizzo o nella verifica dell’apparecchiatura.

Sulla riforma è intervenuto anche Salvini, ribadendo la necessità di trovare un equilibrio tra la tutela della sicurezza sulle strade e la trasparenza dei controlli. Secondo il ministro, infatti, se da una parte è fondamentale garantire la sicurezza stradale attraverso regole chiare e controlli che gli automobilisti sono tenuti a rispettare, dall’altra l’attività di prevenzione e accertamento non deve trasformarsi in uno strumento poco trasparente per fare cassa a spese dei cittadini.

Il dato calabrese rappresenta quindi uno dei primi effetti concreti dell’applicazione della nuova disciplina: su 56 dispositivi presenti sul territorio, 52 risultano omologati mentre quattro sono stati spenti. Una fotografia destinata a richiamare l’attenzione sia delle amministrazioni locali, chiamate a garantire la regolarità delle apparecchiature utilizzate, sia degli automobilisti, che potranno verificare con maggiore attenzione i requisiti dei dispositivi attraverso i quali vengono accertate le violazioni dei limiti di velocità.

L’obiettivo dichiarato della riforma resta duplice: garantire controlli efficaci per contrastare l’eccesso di velocità e aumentare la sicurezza stradale, assicurando allo stesso tempo che le sanzioni siano elevate attraverso strumenti conformi alle regole e secondo procedure uniformi e trasparenti.