Aieta (PD) su assoluzione Oliverio: «Persona perbene su cui non ho mai avuto dubbi»

Mario Oliverio
Mario Oliverio

“Lande Desolate”, assolto l’ex presidente Mario Oliverio: «Il fatto non sussiste». La soddisfazione di Aieta: «È una persona perbene»

Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che per anni ha visto coinvolto l’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, accusato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Lande Desolate”. Il Tribunale di Catanzaro ha infatti assolto Oliverio con la formula più ampia: «perché il fatto non sussiste». Una decisione che mette la parola fine a una delle inchieste più discusse degli ultimi anni nella politica calabrese.

L’indagine, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sotto il coordinamento del procuratore Nicola Gratteri, aveva ipotizzato presunti illeciti nella gestione di due appalti regionali. Per Oliverio era stato disposto l’obbligo di dimora, misura che il governatore aveva contestato fin dall’inizio, avviando anche uno sciopero della fame come forma di protesta. Davanti ai giudici del Riesame, l’allora presidente aveva sempre rivendicato la legittimità del proprio operato, definendo le accuse «ingiuste e infamanti».

La sentenza di assoluzione è stata accolta con soddisfazione dal mondo politico calabrese. Tra i primi a commentare la decisione è stato il consigliere regionale Giuseppe Aieta, che ha espresso parole di affetto e stima nei confronti dell’ex governatore: «Dopo giornate di dolore arriva una notizia che mi rende felice. Mario Oliverio è una persona perbene ed io non ho mai avuto dubbi su di lui, sin dall’inizio di questa vicenda», ha dichiarato Aieta.

Il consigliere ha poi aggiunto: «Sono felice per Mario che, dopo tanto tempo, riacquista un po’ di quella serenità che gli era stata strappata via. Sono sempre stato certo della trasparenza e del rigore della sua condotta, e la sentenza di oggi rende giustizia al suo percorso umano e professionale».

Con questa decisione, Oliverio può finalmente voltare pagina, ponendo fine a una lunga e dolorosa parentesi giudiziaria che aveva pesantemente segnato la sua esperienza politica e personale.

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