Assenteismo alla Regione Calabria: 7 dipendenti indagati (VIDEO)

Assenteismo, scoperta truffa ai danni della Regione Calabria: 7 dipendenti indagati

COSENZA, 1 DIC 2017 – Sette dipendenti della Regione Calabria sono stati destinatari di misure cautelari personali nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Cosenza, con il supporto della Guardia di Finanza. Gli impiegati sono accusati di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, per comportamenti illeciti registrati durante l’orario di lavoro.

Le indagini, coordinate dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, hanno previsto una scrupolosa attività di appostamenti, controlli e osservazioni presso la sede di Cosenza. In particolare, i militari hanno accertato che alcuni dipendenti attestavano falsamente la propria presenza al lavoro, oppure si allontanavano senza alcuna autorizzazione, approfittando delle falle nel sistema di timbratura.

Per documentare le condotte sospette, le Fiamme Gialle hanno utilizzato microtelecamere occultate collocate agli ingressi della struttura e nella sala timbratura dei badge. I pedinamenti e le osservazioni occulte hanno confermato come gli impiegati infedeli riuscissero a risultare presenti al lavoro anche quando erano assenti per attività private, cedendo i propri badge ai colleghi o saltando la timbratura.

Le verifiche hanno evidenziato ingressi tardivi e allontanamenti arbitrari, durante i quali i dipendenti si dedicavano a soste prolungate in bar, visite a domicilio o acquisti in esercizi commerciali, senza alcuna giustificazione ufficiale. Queste condotte non solo arrecano danno economico all’ente pubblico, ma compromettono anche l’efficienza del servizio e la fiducia dei cittadini nella pubblica amministrazione.

A seguito delle attività investigative, il Giudice per le Indagini Preliminari di Cosenza ha disposto per i sette dipendenti l’obbligo di presentazione presso le Forze di polizia, misura volta a garantire la prosecuzione delle indagini e prevenire ulteriori abusi.

Questo caso evidenzia, ancora una volta, come la vigilanza e l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati siano essenziali per contrastare comportamenti illeciti all’interno della pubblica amministrazione e per tutelare il corretto funzionamento degli enti locali.