Summer Arena di Soverato: la società deposita esposto contro la Regione Calabria

Maurizio Senese
Maurizio Senese

Soverato, polemica sul bando cultura della Regione Calabria: la Esse Emme Musica presenta esposto alla Procura

Sono molte le ombre che circondano la recente selezione culturale promossa dalla Regione Calabria, conclusasi solo pochi giorni fa. A sollevare dubbi è stata la Esse Emme Musica, realtà ormai consolidata nel panorama musicale calabrese e ideatrice del Summer Arena, festival estivo che ogni anno richiama migliaia di spettatori nel Comune di Soverato, uno dei principali centri turistici della regione. L’azienda, assistita dall’Avv. Francesco Pitaro, ha deciso di depositare un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, chiedendo un approfondimento sull’intera procedura.

Il Summer Arena è un evento ormai istituzionalizzato, capace di attirare artisti di caratura nazionale e internazionale, tra cui i Nomadi, Il Volo, Nek, Guè Pequeno, Benji & Fede, Mannarino, Francesco Renga, Fiorella Mannoia e Mario Biondi. La rassegna, oltre a rappresentare un momento di intrattenimento di qualità, contribuisce in maniera significativa al rafforzamento culturale e turistico dell’intera Regione Calabria, consolidando l’offerta artistica locale e nazionale.

Con l’esposto, la Esse Emme Musica ha chiesto agli organi inquirenti di fare luce sui criteri di valutazione del bando, sulla composizione della commissione, sui punteggi attribuiti, sull’identità dei voti espressi dai commissari, sui tempi di valutazione, sull’assenza di motivazioni e su ogni altro aspetto legato alla procedura, comprese le difficoltà incontrate nel richiedere l’accesso agli atti.

L’obiettivo dichiarato è che la Procura verifichi eventuali ipotesi di reato, tra cui abuso d’ufficio e omissioni, e identifichi i responsabili, affinché siano chiamati a rispondere davanti alla legge.

Parallelamente, la Esse Emme Musica, sempre con il patrocinio dell’Avv. Francesco Pitaro, ha presentato un ricorso al TAR di Catanzaro contro la Regione Calabria, chiedendo l’annullamento degli atti impugnati relativi alla procedura amministrativa e selettiva. La vicenda apre un dibattito acceso sul transparenza e sulla correttezza dei bandi culturali regionali, con possibili ripercussioni significative sulla gestione futura degli eventi e dei finanziamenti destinati alla cultura.