Le testate online entrano a pieno titolo nel bonus pubblicità: fino al 90% di credito d’imposta
Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato un decreto legge che rappresenta una svolta significativa per l’editoria italiana, estendendo le agevolazioni fiscali anche alle testate online. Fino ad oggi, il sostegno pubblico tramite il cosiddetto “bonus pubblicità” riguardava esclusivamente la stampa tradizionale, le emittenti televisive e radiofoniche locali. Con la nuova normativa, invece, anche i giornali digitali potranno beneficiare di un credito d’imposta sulle campagne pubblicitarie, favorendo la crescita e la sostenibilità delle realtà editoriali online.
Il provvedimento prevede che le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani, periodici, emittenti TV e radio locali possano usufruire di un credito d’imposta pari al 75%. La misura si fa ancora più interessante per le piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative, per le quali l’agevolazione sale fino al 90%. Si tratta di un segnale chiaro del governo volto a incentivare gli investimenti pubblicitari e sostenere la crescita del settore editoriale in tutte le sue forme, tradizionali e digitali.
L’inserimento delle testate online nel bonus pubblicità rappresenta un passo importante anche per modernizzare il settore dell’informazione, riconoscendo il ruolo sempre più centrale del digitale nella diffusione di notizie e contenuti giornalistici. Per poter accedere al credito d’imposta, le testate digitali dovranno però rispettare quanto previsto dalla nuova legge sull’editoria, che stabilisce una serie di adempimenti obbligatori, tra cui la registrazione in Tribunale e l’iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione (ROC).
Il decreto legge, che inizialmente riguardava solo stampa, radio e televisione, passerà ora all’esame del Parlamento e andrà in aula la prossima settimana per la conversione in legge. Se approvato, l’intervento potrebbe rappresentare un incentivo concreto non solo per rafforzare le testate tradizionali, ma anche per sostenere la crescita delle piattaforme giornalistiche online, contribuendo a una pluralità informativa più ampia e moderna.
Con questa misura, il governo dimostra di voler garantire un sostegno equo all’intero settore editoriale, riconoscendo l’importanza strategica delle testate digitali nell’ecosistema mediatico contemporaneo.

















