L’imprenditore catanzarese indica il Parco della Biodiversità come location ideale del Capodanno Rai: “Riconoscere il capoluogo è un dovere istituzionale”
Cresce l’attesa in Calabria per la decisione sul luogo che ospiterà “L’Anno che Verrà”, il tradizionale evento di Capodanno Rai. Dopo le insistenti pressioni arrivate da Lamezia Terme, a prendere posizione è Luigi Mussari, imprenditore ed editore calabrese, che interviene a titolo personale come cittadino e uomo d’impresa di Catanzaro.
Mussari richiama con fermezza il principio di equilibrio territoriale e di rispetto istituzionale: “Dopo Crotone e Reggio Calabria, è naturale – e doveroso – che quest’anno sia Catanzaro a ospitare il Capodanno Rai. Lamezia è una città importante, con un ruolo centrale, ma oggi è il turno del capoluogo regionale”.
Non una polemica campanilistica, sottolinea Mussari, ma una questione di logica e dignità istituzionale: “Catanzaro non chiede corsie preferenziali. Rivendica semplicemente il ruolo che la legge e la storia le attribuiscono. Essere capoluogo non deve essere un titolo simbolico, ma una funzione riconosciuta anche quando si parla di rappresentare la Calabria davanti all’Italia intera”.
L’imprenditore individua la location ideale: il Parco della Biodiversità Mediterranea, simbolo della città e cornice moderna, ampia e funzionale, capace di ospitare un evento televisivo nazionale.
“Il Parco della Biodiversità è un patrimonio unico, un biglietto da visita contemporaneo della città, con logistica, sicurezza e spazi già testati per grandi eventi. Sarebbe la scenografia perfetta per il Capodanno Rai, valorizzando Catanzaro e, insieme, la Calabria intera”. Ma Mussari va oltre, sollevando anche la questione politica: l’imprenditore rivolge il suo appello al Consiglio di Amministrazione Rai, ma soprattutto al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sottolineando scelte che, a suo avviso, hanno penalizzato Catanzaro negli anni: “Basta ricordare come importanti decisioni siano state progressivamente dirottate su Cosenza: la nascita della facoltà di medicina, lo spostamento dei posti di cardiochirurgia del S. Anna, la sottrazione dei fondi per il nuovo ospedale e la concentrazione di grandi investimenti pubblici in ambito sanitario e universitario. Tutto questo ha finito per indebolire la sanità e l’università del capoluogo di regione. Spero che almeno questa volta si tenga conto che Catanzaro è il capoluogo della Calabria e che esistiamo anche noi.””.
Una presa di posizione chiara, che intreccia visibilità culturale e Capodanno Rai con equità istituzionale e diritto di rappresentanza del capoluogo, e che chiama in causa le scelte politiche della Regione: “Non si tratta di polemica sterile, ma di dare a Catanzaro ciò che le spetta. Il capoluogo non può essere sempre la città che aspetta. È il momento di riconoscerne centralità, dignità e ruolo”.


















