Catanzaro, radicali visitano il carcere: attuata la sorveglianza dinamica

Casa circondariale di Catanzaro
Casa circondariale di Catanzaro

Calabria, la gestione carceraria ancora ferma: i Radicali visitano il Carcere di Catanzaro

In Calabria, la situazione delle strutture penitenziarie resta ancora al palo rispetto al resto d’Italia, anche a causa dell’assenza di un Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria stabile. Lo denuncia Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, che nei giorni scorsi ha guidato una delegazione all’interno della Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi”, accompagnato da Valentina Anna Moretti e Marco Calabretta. L’obiettivo era verificare le condizioni di detenzione e la gestione dell’Istituto.

Ad accogliere la delegazione, autorizzata dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Direttore Angela Paravati, l’Ispettore Capo Giacinto Longo e il personale del Reparto di Polizia Penitenziaria. Quintieri denuncia che, senza un dirigente dedicato esclusivamente alla Calabria, tutto procede a rilento, salvo l’impegno dei singoli Dirigenti d’Istituto e Comandanti di Reparto.

Durante la visita, la delegazione ha esaminato il Servizio Multiprofessionale Integrato di Assistenza Intensiva, nato dalle strutture dell’ex Centro Diagnostico Terapeutico. La struttura, pensata per l’assistenza sanitaria specialistica dei detenuti calabresi e non solo, è ancora in fase di avvio: sono attivi 11 posti letto per la riabilitazione estensiva e 6 posti letto per la riabilitazione fisioterapica, con piscina e attrezzature moderne. Entro la fine dell’anno, con la selezione del personale paramedico da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, entreranno in funzione anche i servizi psichiatrici, con 13 posti letto dedicati alla salute mentale.

La delegazione ha inoltre visitato le aree destinate ai semiliberi, recentemente ristrutturate con manodopera detenuta, dove saranno attivate 5 camere per videoconferenze processuali, riducendo le traduzioni extramoenia.

Al momento della visita, il Carcere di Catanzaro ospitava 530 detenuti, di cui 83 stranieri, con 285 condannati definitivi e 245 ancora giudicabili. Di questi, 254 erano in Alta Sicurezza, molti legati alla criminalità organizzata, e 273 nel circuito di Media Sicurezza, di cui 68 in custodia aperta, sperimentando il modello della “sorveglianza dinamica”, primo esempio in Calabria dopo Paola.

Nonostante alcune criticità, come il personale di polizia penitenziaria e giuridico-pedagogico insufficiente, la delegazione ha evidenziato progetti positivi, finanziati dalla Cassa delle Ammende: il rifacimento del campo sportivo, la creazione di un’area verde con vigneto e l’avvio di un laboratorio di ceramica che porterà all’assunzione di detenuti.

Quintieri conclude sottolineando che la Calabria non può più rimanere “anno zero”: le direttive nazionali devono essere rispettate, garantendo parità di trattamento con il resto d’Italia. La delegazione tornerà nei prossimi mesi per monitorare l’avanzamento dei progetti.