Pasquale Scarmozzino (ANED): “Difendiamo la sanità pubblica e i diritti dei pazienti calabresi”
CATANZARO, 1 NOV 2018 – Sensibilizzare l’opinione pubblica, rafforzare la prevenzione e migliorare la rete trapiantologica regionale: sono stati questi i temi al centro del dibattito organizzato dall’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto (ANED), svoltosi presso il Benny Hotel di Catanzaro.
L’incontro, molto partecipato, ha rappresentato un momento di confronto tra pazienti, associazioni, medici e istituzioni sul tema del DCA 167 del 20 settembre, il decreto che riorganizza la rete trapiantologica calabrese e i processi di procurement di organi e tessuti a fini di trapianto. All’evento ha preso parte anche il commissario alla Sanità della Regione Calabria, Massimo Scura.
Un decreto per colmare un divario storico
Il nuovo DCA nasce da una forte spinta propulsiva di ANED, che da anni denuncia il grave ritardo della Calabria in materia di donazione di organi.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, al 31 dicembre 2017 la regione registrava solo 8,3 donatori per milione di abitanti, contro una media nazionale di 28,5. Un divario che si traduce in lunghe liste d’attesa e sofferenze per centinaia di pazienti.
«In Calabria – ha dichiarato il coordinatore nazionale di ANED, Pasquale Scarmozzino – ci sono oltre trecento persone in attesa di trapianto, un numero che varia costantemente. Purtroppo la nostra regione continua ad avere una delle percentuali più basse di donatori a livello nazionale. Siamo intorno agli 8,3 donatori per milione di abitanti, mentre la media italiana è quasi quattro volte superiore. Con il DCA 167, però, abbiamo finalmente uno strumento per colmare questo divario».
“Obiettivo: raggiungere la media nazionale in due o tre anni”
Scarmozzino ha espresso ottimismo per il futuro: «Il decreto rappresenta una svolta. Grazie al lavoro del commissario Scura e alla collaborazione delle istituzioni regionali, puntiamo ad arrivare entro due o tre anni a una media di donatori in linea con quella nazionale. È una sfida importante, ma realizzabile se si lavora insieme».
L’esponente di ANED ha poi ribadito la necessità di difendere con forza la sanità pubblica, definendola “un presidio fondamentale di equità e giustizia sociale”.
«La sanità pubblica – ha sottolineato – tutela tutti, anche i più deboli, come prevede la Costituzione. Non possiamo permettere che si arrivi a un sistema dove solo chi ha risorse economiche può curarsi, come accade in altri Paesi avanzati».
Prevenzione e nuove terapie: la strada verso un “mondo senza dialisi”
L’associazione, che da 46 anni tutela in Calabria circa 1.500 pazienti affetti da patologie renali, rinnova il proprio impegno su più fronti: promozione della cultura della donazione, sostegno ai pazienti in lista trapianto e potenziamento dei servizi di dialisi.
«Il nostro sogno – spiega ancora Scarmozzino – è un mondo senza dialisi. Per arrivarci dobbiamo investire nella prevenzione primaria (gestione del diabete e dell’ipertensione) e in quella secondaria, garantendo diagnosi precoci e accesso a terapie innovative che rallentano la progressione della malattia».
Negli ultimi anni, infatti, la ricerca nefrologica ha introdotto nuovi farmaci, come il finerenone, recentemente reso rimborsabile dall’AIFA, in grado di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti.
La rete delle associazioni al fianco dei pazienti
Le associazioni territoriali ANED, diffuse su tutto il territorio calabrese, restano un punto di riferimento per i pazienti e le loro famiglie, offrendo supporto logistico, servizi di trasporto, assistenza nei centri dialisi e tutela dei diritti sanitari.
«Ogni passo avanti nella cultura della donazione – conclude Scarmozzino – è un passo verso la vita. Lavoriamo insieme affinché la Calabria possa finalmente uscire dal limbo della dialisi e diventare un modello di solidarietà e speranza».

















