Catanzaro: festeggiamenti dei ferrovieri in onore di San Antonio di Padova (VIDEO)

CATANZARO, 13 GIU 2017  – Anche quest’anno si rinnovano a Catanzaro Lido i festeggiamenti in onore di S. Antonio, patrono dei ferrovieri, festeggiamenti che prevedono la “visita” del Santo nelle Officine. Le celebrazioni si svolgono nell’area dove si trova la cappella del Santo.

I festeggiamenti, organizzati a cura di un apposito comitato e da un gruppo di ferrovieri della città, si aprono alle ore 10,30 quando la statuina del Santo di Padova, a bordo di un’automotrice, raggiungerà l’Officina Nazionale Mezzi d’Opera (ex OMA) per la Supplica e relativa benedizione.

Subito dopo Padre Ilario, parroco della Parrocchia del Sacro Cuore,  celebrerà la Santa Messa.

Il ricavato dell’Offertorio (solo generi alimentari) sarà consegnato alla Caritas parrocchiale per la distribuzione al poveri del quartiere. Ci sarà poi la consueta benedizione e distribuzione del “Pane di S. Antonio”.

Pomeriggio, è prevista una preghiera comune a S. Antonio, con successiva processione della statuina che dal D.L.F. sarà portata alla Parrocchia del Sacro Cuore.

 

 

Da oltre settant’anni, per i ferrovieri di Catanzaro Lido, il 13 giugno è una data importante; un appuntamento annuale al quale il Dopolavoro non vuole venir meno. Ed i motivi sono tanti.

Vincenzo Belcamino, attento studioso di tradizioni locali, questi motivi li ha raccontati con dovizia di particolari nel volume “Sant’Antonio e i ferrovieri di Catanzaro Lido”, pubblicato dalle Edizioni Ursini. Un libro di fede, nato dal desiderio di tramandare agli altri il “rapporto confidenziale” che il quartiere marinaro ha instaurato col Santo di Padova.

“Il 22 Agosto 1943 – racconta Balcamino – gli Angloamericani, per contrastare l’avanzata di truppe tedesche in Calabria, sferrarono un accanito bombardamento aereo, con cui centrarono e distrussero il Deposito Locomotive di Lido. Non rimase cosa che non fosse stata annientata o messa fuori uso: edifici, infrastrutture varie, rotaie, vagoni, carri merci e locomotive. Anche la vicina stazione, fino a qualche anno fa, portava i segni di quell’indimenticabile disastro. Quanti dei ferrovieri erano ivi, quel giorno in servizio, non si sarebbero potuti salvare se, uno di loro, a gran voce, non avesse invocato Sant’Antonio. E’, questa, l’opinione comune che da quel giorno si è tramandata e che è valsa a segnare una svolta delle contrastanti ideologie politiche e sindacali che prima predominavano nell’ambito del personale ferroviario e, di riflesso, in buona parte degli abitanti della stessa Marina di Catanzaro”.

“Quel fatidico giorno – aggiunge Belcamino nel volume edito da Ursini – era appena suonata la sirena di allarme e… il rombo dei cacciabombardieri inglesi si fece sentire improvviso, assordante, spaventoso. Non c’era tempo per cercarsi un rifugio sicuro, come in precedenti consimili occasioni. I ferrovieri che si trovavano sul posto, in un sol pensiero con chi aveva gridato il nome e l’aiuto del Santo di Padova, scavalcarono tutti insieme il muretto di recinzione dell’agrumeto vicino. Con i visi per terra, ma con nelle orecchie, nel cuore e sulle labbra il nome di S. Antonio (per come ho desunto dalle notizie recuperate), attesero per quasi un’ora la fine di quell’inferno, paventando di rincontrarsi ben presto nell’altro. Si ritrovarono, invece, sani e… vivi! Com’era possibile? Si guardarono in faccia sbalorditi e, all’unanime, si dovettero riconoscere miracolati.

Ritornarono là dove non vi erano ormai altro che macerie fumanti. Uno solo mancava di loro: era andato a mettersi al sicuro nel ventre metallico di una locomotiva spenta, con la quale, però, era saltato letteralmente in aria.

In così tanto sfacelo, una sola cosa trovarono pure intatta e dritta sulla sua piccola base: la statuina di S. Antonio, in mezzo al vasto cortile di quel che era stato il Deposito”.

Ecco il motivo per il quale ogni anno i ferrovieri di Lido si stringono attorno al Santo di Padova con rinnovata e autentica devozione!