L’U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) è l’agenzia federale degli Stati Uniti responsabile della sicurezza delle frontiere e del controllo dell’immigrazione. Fondata nel 2003 in seguito agli attentati dell’11 settembre, opera sotto il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS).
L’ICE ha il compito di far rispettare oltre 400 statuti federali attraverso due rami principali.
Si occupa di identificare, arrestare, detenere e deportare i cittadini stranieri che violano le leggi sull’immigrazione o che rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica.
È il braccio investigativo che indaga su crimini transnazionali, tra cui terrorismo, narcotraffico, tratta di esseri umani, riciclaggio di denaro e crimini informatici.
Perché si contesta l’operato dell’ICE?
L’agenzia è attualmente oggetto di forti dibattiti politici e tensioni sociali.
Sotto l’amministrazione Trump, l’ICE è stata incaricata di una vasta campagna di arresti e rimozioni, operando come strumento centrale della politica migratoria.
Recentemente, l’ICE è stata coinvolta in incidenti critici a Minneapolis, inclusi decessi in custodia e accuse di uso eccessivo della forza, che hanno scatenato proteste e azioni legali.
- Gli agenti dell’ICE possono arrestare persone sospettate di trovarsi illegalmente negli USA, ma necessitano generalmente di un mandato giudiziario per entrare in spazi privati.
Chi è Gregory Bovino dell’ICE?
Gregory Bovino è un alto funzionario della U.S. Border Patrol che negli ultimi mesi è diventato il volto pubblico della stretta sull’immigrazione voluta dall’amministrazione Trump.
È stato nominato “commander-at-large” (una sorta di comandante operativo straordinario) per guidare le massicce operazioni di arresto e deportazione in diverse metropoli americane, tra cui Los Angeles, Chicago e, più recentemente, Minneapolis.
Bovino è noto per l’uso di tattiche aggressive chiamate “turn and burn” (operazioni lampo per eseguire arresti prima dell’arrivo di manifestanti o attivisti) e per la sua presenza scenica spesso descritta come militarista.
È finito al centro di una bufera mediatica dopo la morte di due persone durante operazioni federali in Minnesota a gennaio 2026, tra cui l’infermiere Alex Pretti.
A causa delle forti proteste e della necessità di una “de-escalation”, Bovino è stato recentemente rimosso dal suo incarico a Minneapolis (26-27 gennaio 2026) per tornare al suo ruolo originario in California, venendo sostituito dallo “zar dei confini” Tom Homan.
Bovino è di origini italiane (il nonno era di Caserta). È stato spesso soprannominato “Little Napoleon” dai suoi critici per il suo stile di comando.
Nello specifico, le radici della sua famiglia sono legate al comune di Aprigliano, in provincia di Cosenza. Suo bisnonno, Michele Bovino, emigrò dalla Calabria verso la Pennsylvania nel 1909, diventando poi cittadino statunitense nel 1927.
È figlio di immigrati di terza generazione; i suoi antenati lasciarono la Calabria per cercare fortuna negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso.
ll sindaco di Aprigliano e alcuni parenti ancora residenti in Italia sono stati intervistati dai media italiani (come La Repubblica) in merito al suo ruolo di primo piano nelle recenti operazioni di controllo dell’immigrazione negli USA.















