Rapporti tra Santa Eufemia di Cordova e la Calabria (VIDEO)

Un ponte di storia tra Calabria e Andalusia: Santa Eufemia di Cordova riscopre le sue radici calabresi

CATANZARO, 1 LUG 2017 – Fare luce su una pagina ancora poco esplorata della storia mediterranea: è questo l’obiettivo del percorso di ricerca che intende approfondire il legame storico tra il Comune di Santa Eufemia di Cordova, in Andalusia, e la Calabria. Secondo una tradizione radicata nella piccola comunità spagnola, il paese trarrebbe origine da trentatré cavalieri calabresi che presero parte a una spedizione militare contro i Mori al seguito del re Alfonso VII di Castiglia nel XII secolo. Un racconto affascinante, che oggi chiede di essere verificato, studiato e documentato con metodo scientifico.

Nonostante le difficoltà legate alle limitazioni economiche e normative imposte dalla legge Delrio, la Provincia di Catanzaro ha manifestato la volontà di sostenere un progetto culturale capace di valorizzare questo legame storico-identitario. Un rapporto che, se adeguatamente ricostruito, potrebbe diventare un volano per la promozione dell’immagine positiva della Calabria, favorendo lo sviluppo di un turismo culturale e religioso in grado di generare ricadute economiche e sociali sul territorio.

Il tema è stato al centro della conferenza “Hermanos de Calabria, un ponte di tradizioni e cultura tra Calabria e Spagna”, promossa dal professor Ulderico Nisticò insieme all’associazione “Calabria in Armi”, guidata dal generale Pasquale Martinello, e ospitata nella sala “Giuditta Levato” del Museo Storico Militare nel Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro. A garantire il sostegno istituzionale, la presenza del presidente della Provincia Enzo Bruno, che ha sottolineato come i progetti culturali rappresentino uno strumento concreto di sviluppo, anche in un contesto di risorse limitate.

Fondamentale anche il contributo della scrittrice Adriana Lopez, autrice di un documentario girato a Santa Eufemia di Cordova, che testimonia il forte sentimento identitario degli abitanti, i quali si definiscono ancora oggi “calabresi”, utilizzando questo appellativo persino per squadre sportive e prodotti locali. Alla conferenza hanno partecipato anche la direttrice del Parco e del MUSMI Rosetta Alberto e il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, il cui Comune comprende il quartiere di Santa Eufemia, antica abbazia normanna.

Secondo il professor Nisticò, la fondazione del borgo andaluso si collocherebbe in un periodo storico cruciale, in concomitanza con la nascita del Regno normanno di Ruggero II nel 1130, in un contesto di intensi rapporti tra l’Italia meridionale e la Spagna. La disponibilità dell’alcalde spagnolo a promuovere scambi e visite reciproche rafforza l’idea di costruire un vero e proprio ponte culturale tra le due comunità.

La sfida ora è trasformare la suggestione storica in un percorso di ricerca strutturato, capace di rispondere alle domande ancora aperte: chi erano davvero quei cavalieri? Da dove provenivano? Esistono tracce documentarie? Una scommessa culturale che guarda al passato per costruire nuove opportunità di futuro.