Ludopatia, all’Unical il capo della Polizia lancia l’allarme sulla sicurezza sociale
COSENZA – La lotta alla ludopatia come sfida cruciale per la sicurezza sociale e per il futuro delle nuove generazioni. È questo il tema al centro del convegno “Ludopatia: prevenzione e sicurezza sociale” che si è svolto questa mattina presso l’Aula Magna “Beniamino Andreatta” dell’Università della Calabria, alla presenza del capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli.
L’iniziativa, promossa dalla Questura di Cosenza in collaborazione con l’Università della Calabria, ha acceso i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso e insidioso, capace di coinvolgere giovani e adulti senza distinzione di età. A moderare il dibattito è stato il giornalista Rai Riccardo Giacoia, che ha guidato gli interventi offrendo spunti di riflessione e approfondimento.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del rettore Gino Mirocle Crisci e del questore di Cosenza Giancarlo Conticchio, i quali hanno sottolineato l’importanza di fare rete tra istituzioni, forze dell’ordine e mondo accademico per contrastare un fenomeno che rappresenta ormai una vera emergenza sociale.
Nel corso del convegno è emerso come la ludopatia non sia soltanto una dipendenza individuale, ma un problema che incide profondamente sul tessuto familiare ed economico del territorio. Il gioco d’azzardo patologico è stato analizzato sotto diversi profili: psicologico, sociologico, giudiziario e preventivo, mettendo in luce le complesse dinamiche che alimentano il fenomeno e le conseguenze devastanti che può generare.
Tra i relatori sono intervenuti Marco Luna, medico capo presso il centro di neurologia e psicologia medica della Polizia di Stato; Lorita Biondi, dell’Asp-Sert di Cosenza; Ercole Giap Parini, docente di Scienze politiche e sociali all’Unical; e Mario Spagnuolo, procuratore della Repubblica di Cosenza. Ognuno ha offerto un contributo specialistico, evidenziando la necessità di rafforzare le strategie di prevenzione e di sostegno alle persone più vulnerabili.
Le conclusioni sono state affidate al prefetto Gabrielli, che ha ribadito come la prevenzione rappresenti la prima e più efficace forma di sicurezza. Un messaggio chiaro: contrastare la ludopatia significa difendere la dignità delle persone e la stabilità della comunità, attraverso un impegno congiunto e costante delle istituzioni.


















