Il Consiglio regionale discuterà di sanità, intervento di Wanda Ferro
Dopo anni di polemiche e confronti mediatici, il tema della sanità calabrese approda finalmente in Consiglio regionale. Una seduta che, nelle intenzioni, potrebbe rappresentare un momento di chiarimento sulle responsabilità di un sistema che fatica a garantire livelli adeguati di assistenza e continua a registrare un’emorragia costante di pazienti costretti a curarsi fuori regione. A sottolineare l’importanza dell’appuntamento è la consigliera regionale Wanda Ferro (Gruppo misto), che interviene con toni decisi e mette in fila le criticità che, a suo giudizio, non possono essere più eluse.
Ferro ricorda come il dibattito abbia occupato le pagine dei giornali per quasi tre anni, passando dalla “guerra di logoramento” tra l’ex presidente Oliverio e il commissario Scura fino ai più recenti contrasti tra il governatore e l’ex ministra Lorenzin. Ora, afferma, è tempo che la discussione si sposti nella sede istituzionale per eccellenza: l’Aula del Consiglio regionale.
La consigliera annuncia di aver chiesto al presidente Irto di convocare alla seduta anche il commissario al Piano di rientro Massimo Scura e i dirigenti generali delle aziende sanitarie e ospedaliere, nominati dallo stesso governatore e responsabili della gestione ordinaria del sistema. Per Ferro, infatti, la politica ha bisogno di capire qual è lo stato reale del sistema sanitario e soprattutto quale strategia intende adottare Oliverio nel caso in cui dovesse riuscire a far prevalere la propria linea all’interno del Partito Democratico, lo stesso che aveva sostenuto la nomina dell’ingegnere Scura.
La consigliera non entra nel merito delle ipotesi su chi debba ricoprire l’incarico di commissario, né se il Governo intenda affidare la gestione direttamente al presidente della Regione, come accaduto in Campania con De Luca. Ciò che pretende di conoscere è quale modello di sanità intenda realizzare Oliverio qualora ottenesse pieni poteri. «Vogliamo sapere – sostiene – se si assumerà la responsabilità delle scelte impopolari, quali ospedali chiuderà, quali manterrà, quali strutture taglierà o riconvertirà».
Alle parole segue lo scetticismo: Ferro teme che dietro la «retorica demagogica» si nasconda l’assenza di un progetto concreto per rendere il sistema più efficace, efficiente e vicino ai bisogni dei cittadini. Pazienti che, conclude, non si domandano di chi sia la colpa quando entrano in ospedale, ma si aspettano cure sicure e tempi certi.
Sostegno possibile ma non incondizionato, avverte infine la consigliera, che apre alla possibilità di una battaglia comune per la fine del commissariamento, a patto che si basi su «una proposta seria e capace di invertire la rotta» e restituire ai calabresi il diritto a essere curati nella propria terra.

















