Catanzaro, nuova polemica tra consiglieri comunali: Costanzo e Corsi replicano a Forza Italia

“Sagra del Padrino dei tre colli”: polemica politica tra FI e i consiglieri comunali

Continua la tensione politica a Catanzaro dopo le dichiarazioni del gruppo consiliare di Forza Italia. I consiglieri comunali Sergio Costanzo e Antonio Corsi hanno risposto con un comunicato durissimo, parlando di una vera e propria “sagra del Padrino dei tre colli”, con l’aggravante che oggi i “padrini” saremmo noi, come definiti dai colleghi di FI, accusati di voler aumentare la confusione nel settore viabilità della città.

Secondo Costanzo e Corsi, il comunicato di FI contiene affermazioni di gravità istituzionale e personale, che i due consiglieri promettono di valutare sul piano strettamente legale. “Di certo non ci faremo intimidire, anzi rilanciamo e raddoppiamo”, scrivono, sfidando gli avversari a pubblicare i propri casellari giudiziari e quelli dei congiunti, con firme originali e non false.

Il nodo della polemica riguarda soprattutto il sindaco Abramo, detentore della delega sulla polizia municipale. Costanzo e Corsi accusano il gruppo FI di cercare di indebolire il sindaco, considerato “ostaggio di una ragnatela di interessi”, orchestrata da quello che definiscono lo “Spiderman locale”, incurante delle cronache cittadine.

Secondo i due consiglieri, nell’attuale scenario l’unico “bocconcino” appetibile sembra essere proprio il sindaco Abramo, mentre altri esponenti della giunta, incluso l’assessore alla Viabilità Merante, sarebbero privi di consistenza politica. “Se così non è – scrivono – il gruppo di Forza Italia dovrà spiegare perché l’assessore Merante non ha sapore e consistenza, nonostante la delega alla viabilità e l’aumento di multe che, secondo loro, rappresenterebbe un merito”.

Il comunicato prosegue con una critica alla gestione delle multe e alla gestione del codice stradale, sottolineando che violare le norme non può essere considerato un merito, ma un demerito, soprattutto quando si ricoprono cariche pubbliche. Viene inoltre ricordata la vicenda delle intercettazioni di “Catanzaropoli”, giudicate eticamente poco edificanti.

In chiusura, Costanzo e Corsi lanciano una metafora severa: “Questa annata il vino non è stato eccezionale… continuate a venderlo a caro prezzo… anzi vendete vino che è pessimo aceto!”

La polemica è destinata a proseguire, con accuse incrociate tra consiglieri e giunta, mentre la città osserva il confronto tra le parti in un clima di crescente tensione politica.

Sergio Costanzo e Antonio Corsi sembrano decisi a non arretrare, trasformando ogni attacco in un rilancio delle loro posizioni politiche.